In evidenza

Diritto civile 2020-2021

I diritti della personalità

“Dalla persona ai dati nell’era della mercificazione e della sorveglianza”

Le due maschere, tragica e comica, del teatro latinoMosaico del I secolo a.C. (Musei Capitolini) – Pubblico dominio – Wikipedia

Testi di riferimento

G. Resta, in G. Alpa e G. Resta, Le persone e la famiglia 1. Le persone fisiche e i diritti della personalità, in Trattato di diritto civile diretto da R. Sacco, Utet, Torino, 2019, pp. 145-632

G. Pascuzzi, Il problem solving nelle professioni legali, Il Mulino, Bologna, 2017

Lezione 1 Il corso: scopi, metodi e organizzazione

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Calendario del corso

Unitn Moodle

Il diritto civile

Letture:

G. Alpa, Diritto civile 1. Nozione, in Enciclopedia Treccani, 2017

G. Alpa, Diritto civile 2. Storia, fonti, codici, in Enciclopedia Treccani, 2017

G. Pascuzzi, Soldatini e danni collaterali: i settori scientifico-disciplinari, in Roars, 18 gennaio 2014

La prova scritta:

Un esempio di prova scritta (commento del docente)

Un altro esempio

Visioni:

Gattaca – La porta dell’universo (di Andrew Niccol) trailer

Snowden (di Olivers Stone) trailer

Il prigioniero (serie tv) (ideatori Patrick McGoohan e George Markstein) trailer

Lezione 2 Il metodo casistico-problematico

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Letture:

G. Pascuzzi, Cosa intendiamo per «metodo casistico»?, Trento Law and Technology Research Papers; nr. 29, 2016

G. Pascuzzi, “Come leggere una sentenza”, in G. Pascuzzi, Giuristi si diventa. Come riconoscere e apprendere le abilità proprie delle professioni legali, III ed., Bologna, Il Mulino, 2019, 73-77

G. Pascuzzi, Il problem solving nelle professioni legali, Bologna, Il Mulino, 2017

Harvard – Facoltà di legge (di Scott Turow) – Mondadori 2013 (ed. orig. 1977) – un estratto

Visioni:

The Paper Chase (di James Bridges) – una scena

Learn Law Better, Paper Chase vs Law Professor

Lezione 3 Gli argomenti interpretativi

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Letture:

Università di Torino, Archivio di diritto e storia costituzionali, Tecniche interpretative della Corte costituzionale

G. Tarello, Argomenti interpretativi, in Digesto civ., vol. I, Utet, Torino, 1987, 419

G. Pascuzzi, Il problem solving nelle professioni legali, Bologna, Il Mulino, 2017

Lezione 4 Diritto e tecnologia

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lawtech – The Law and Technology Group

Letture:

G. Pascuzzi, Il problem solving nelle professioni legali, Bologna, Il Mulino, 2017

Approfondimenti in altri corsi all’Università di Trento – Facoltà di Giuriprudenza:

Diritto dell’era digitale

Diritto comparato della proprietà intellettuale

Lezione 5 I diritti della personalità: i fondamenti

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Letture:

G. Resta, Diritti della personalità: problemi e prospettive, in Dir. inf., 2007, 1043, ripubblicato in G. Resta, Dignità, persone, mercati, Giappichelli, Torino, 2014, 73-96

Visioni:

G. Resta, Responsabilità civile e diritti della personalità, Università degli Studi di Trento – Facoltà di Giurisprudenza Lezioni magistrali sulla responsabilità civile 3 aprile 2014

Lezione 6 Il diritto al nome

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Letture:

Costituzione italiana: lavori preparatori (Archivio Quirinale; Nascita della Costituzione a cura di F. Calzaretti; Fonti storiche di diritto costituzionale in rete a cura di R. Bin)

Costituzione italiana, art. 2

Costituzione italiana, art. 3

Costituzione italiana, art. 22

Codice civile, art. 6-9

Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo, art. 3, 8

App. Napoli 18 giugno 1906, in Foro it., 1906, I, 1398

Corte europea diritti dell’uomo, 11-10-2018

Lezione 7 Il diritto all’immagine

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Letture:

Codice civile, art. 10

L. 22 aprile 1941, n. 633, Protezione del diritto d’autore e di altri diritti connessi al suo esercizio, art.96-97

App. Torino Udienza 3 marzo 1903; Pres. Bolognini, Est. Pratis; Maga (Avv. Ceresole) c. Cominetti (Avv.Lorio), in Foro it., 1904, I, 633

Corte costituzionale, 12 apr. 1973 nr. 38

Lezione 8 Il right of publicity

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Letture:

Haelan Laboratories, Inc. v. Topps Chewing Gum, Inc, 202 F.2d 866 (2d Cir. 1953) 

Cass. 10 novembre 1979, n. 5790, in Foro it., 1980, I, 81

Pret. Roma ord. 18 aprile 1984, in Foro it., 1984, I, 2030 (caso Dalla)

App. Roma 8 settembre 1986, in Foro it., 1987, I, 919

Cass. 2 maggio 1991, n. 4785, in Foro it., 1992, I, 831 (caso Armani)

Cass. 1 settembre 2008, n. 21995, in Foro it., 2008, I, 3104

Trib.  Roma, 17 luglio 2014, in Foro it., 2015, I, 2234

Lezione 9 Il diritto morale d’autore

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Letture:

Codice civile, art. 2577

L. 22 aprile 1941, n. 633, Protezione del diritto d’autore e di altri diritti connessi al suo esercizio, art. 1, 6, 20

Cass. Torino, udienza 5 dicembre 1908; The Gramophone company limited  c. Ricordi ed altri, in Foro it., 1909, I, 603

Corte di Giustizia dell’Unione Europea (Terza Sezione) del 1 dicembre 2011, Eva-Maria Painer contro Standard VerlagsGmbH e altri, Causa C-145/10

App. Milano, 24 novembre 1999, in Giur. it, 2000,777

Corte di Cassazione civ., Sez. I, 19 febbraio 2015, n. 3340, Soc. Universal Music Publishing Ricordi c. De Gregori, in Foro it., 2015, I, 2031

Cass. 26 gennaio 2018, n. 2039, in Foro it., 2018, I, 855

Visioni:

The Gost Writer

Altri corsi all’Università di Trento – Facoltà di Giurisprudenza:

Diritto comparato della proprietà intellettuale

Diritto d’autore e arte

Lezione 10 Il diritto d’autore accademico

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Letture:

L. 22 aprile 1941, n. 633, Protezione del diritto d’autore e di altri diritti connessi al suo esercizio, art. 42

DDL n. 1146 (Parlamento Italiano, Senato della Repubblica), art. 1, comma 2

AISA, Diritto di ripubblicazione in ambito scientifico

Science Commons, SPARC, Addendum al contratto editoriale di pubblicazione

L. 19 aprile 1925, n. 475, repressione della falsa attribuzione di lavori altrui da parte di aspiranti al conferimento di lauree, diplomi, uffici, titoli e dignità pubbliche

L. 22 aprile 1941, n. 633, Protezione del diritto d’autore e di altri diritti connessi al suo esercizio, art. 70

Codice etico dell’Università di Trento (2014), art. 5.10 (Integrità – Risultati dell’ingegno e plagio)

Codice d’onore degli studenti (Università di Trento, 2016), Condotte specifiche 1.g)

A. Swartz, Guerilla Open Access Manifesto, 2008

R. Caso, – Il diritto d’autore accademico nel tempo dei numeri e delle metriche, Trento, LawTech Research Paper nr. 36, Trento, Università degli studi di Trento, 2018

Visioni:

Teh Social Network (2010) di David Fincher (una scena)

Lezione 11 Il diritto alla riservatezza

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Letture:

Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, art. 12

Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo, art. 8

Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea, art. 7

S. D. Warren, L. D. Brandeis, The Right to Privacy, in Harvard Law Review, Vol. 4, No. 5. (Dec. 15, 1890), pp. 193-220

Cass. 27 maggio 1975 n. 2129, in Foro it, 1976, I, 2895 (caso Soraya)

A. De Cupis, Il diritto alla riservatezza esiste, in Foro it., 1954, 89

R. Pardolesi, Riservatezza: problemi e prospettive, in Spinelli (a cura di), Responsabilità civile, Bari, 1974, vol. II, pp. 316 ss.

S. Rodotà, Riservatezza, in Enciclopedia Treccani, 2000

Visioni:

Latin Lover di Franco Indovina, in I Tre volti (1965) – una scena

Lezione 12 Il diritto alla protezione dei dati personali

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Letture:

Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea, art. 8

Regolamento (UE) 2016/679

Corte di Giustizia UE, 16 luglio 2020, causa C-311/18 (caso Schrems II)

Comitato europeo per la protezione dei dati, “Domande frequenti sulla sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea nella causa C-311/18” 23 luglio 2020 (trad. it. a cura del Garante per la protezione dei dati personali)

Garante per la protezione dei dati personali, Provvedimento n 64 del 26 marzo 2020 – “Didattica a distanza: prime indicazioni”

Zoom Privacy Statement

R. Ducato et al., Emergency Remote Teaching: a study of copyright and data protection policies of popular online services (Part II), Kluwer Copyright Blog, June 4, 2020

M.C. Pievatolo, Teledidattica: proprietaria e privata o libera e pubblica, in Roars, 8 giugno, 2020

Per approfondimenti si rinvia al seminario del Prof. Guido Noto La Diega: Private ordering of data control in remote learning, Martedì 3 novembre 2020, ore 11.30-13.30 “Law and Data” Course MSc Data Science

Lezione 13 Il diritto alla identità personale

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Letture:

Pret. Roma, ord. 6 maggio 1974, in Foro it., 1974, I, 1806

Cass. 22 giugno 1985 n. 3769 , in Foro it., 1985, I, 2211 (caso Veronesi)

Cass. 7 febbraio 1996, n. 978 , in Foro it., 1996, I, 1253

Trib. Bari 31 dicembre 2012, in Danno e responsabilità, 2013, 879

G. Pino, Il diritto all’identità personale ieri e oggi. Informazione, mercato, dati personali, in Libera circolazione e protezione dei dati personali, a cura di R. Panetta, Giuffrè, Milano, 2006, t. 1., pp. 257-321

G. FinocchiaroVoce Identità personale (diritto alla) , in Digesto delle discipline privatistiche, Sez. civ., Agg., Torino, 2010.

Lezione 14 Il diritto all’oblio

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Letture:

Regolamento (UE) 2016/679, Art. 17

Sidis v. F-R Publishing Co, 113 F.2d 806 (Harvard H2O)

Cass. 9 aprile 1998, n. 3679

Cass., sez. un., 22 luglio 2019, 19681

Cass., ord. 19 maggio 2020, n. 9147, in Foro it., 2020, I, 2671

Corte Giustizia UE grande sezione; sentenza 13 maggio 2014, C-131/12 (caso Costeja)

Corte Giustizia UE grande sezione, sentenza 24 settembre 2019, C‑507/17 (Google c. CNIL)

Corte Giustizia UE grande sezione, sentenza 24 settembre 2019, C-136/17

European Data Protection Board, Guidelines 5/2019 part I

R. Pardolesi, L’ombra del tempo e (il diritto al)l’oblio, in Questione Giustizia 2017/1

Documenti:

Sidis Archives (Sidis vs. The New Yorker)

William James Sidis (Wikepedia)

Lezione 15 Il diritto all’anonimato

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Letture:

Corte Giustizia UE 29 gennaio 2008 C-275/06 (Promusicae)

Corte Giustizia UE 15 settembre 2016 (McFadden)

Corte Europea dei Diritti dell’Uomo del 7 marzo 2019 – Ricorso n. 22350/13 – Causa Sallusti contro Italia

Corte Europea dei Diritti dell’Uomo 19 marzo 2019

G. Resta, Anonimato, responsabilità, identificazione: prospettive di diritto comparato, in Dir. informazione e informatica, 2014, 171

G. Resta, in G. Alpa e G. Resta, Le persone e la famiglia 1. Le persone fisiche e i diritti della personalità, in Trattato di diritto civile diretto da R. Sacco, Utet, Torino, 2019, pp. 486-508

G. Finocchiaro,  Anonimato, in Digesto delle discipline privatistiche, Sez. civ., Agg., Torino, 2010

R. Caso, Il conflitto tra copyright e privacy nelle reti Peer to Peer: il caso Peppermint: profili di diritto comparato, in Diritto dell’Internet, 2007, 471

R. Caso, Il conflitto tra diritto d’autore e protezione dei dati personali: appunti dal fronte euro-italiano, in Diritto dell’Internet, 2008, pp. 466-472.

Lezione 16 Il processo decisionale automatizzato

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Letture:

Regolamento (UE) 2016/679, art. 22

C. Stato, sez. VI, 08-04-2019, n. 2270

C. Stato, sez. VI, 13-12-2019, n. 8472

A. Simoncini, L’algoritmo incostituzionale: intelligenza artificiale e il futuro delle libertà, in BioLaw Journal –Rivista di BioDiritto, n. 1/2019

M.C. Cavallaro, G. Smorto, Decisione pubblica e responsabilità dell’amministrazione nella società dell’algoritmo, in Federalismi, 4 settembre 2019

P. Guarda, L. Petrucci, Quando l’intelligenza artificiale parla: assistenti vocali e sanità digitale alla luce del nuovo regolamento generale in materia di protezione dei dati, in BioLaw Journal – Rivista di biodiritto, n. 2/2020

G. Pascuzzi, Le valutazioni degli studenti le fa l’algoritmo (a proposito di Educational Data Mining), 13 ottobre 2020

Visioni:

“Sully” (2016) di Clint Eastwood – una scena

Lezione 17 Privacy by design e privacy by default

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Letture:

Regolamento (UE) 2016/679, art. 25

A. Cavoukian, Privacy by design: The 7 foundational principles, 2009

G. Bincoletto, La privacy by design. Un’analisi comparata nell’era digitale, Aracne editrice, 2019 (cap. IV – La privacy by design nel diritto europeo)

Lezione 18 L’intelligenza artificiale e i diritti della persona – Il diritto morale d’autore

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Letture:

Commissione UE, LIBRO BIANCO sull’intelligenza artificiale – Un approccio europeo all’eccellenza e alla fiducia, 19.2.2020

Parlamento Europeo, Proposta di risoluzione sui diritti di proprietà intellettuale per lo sviluppo di tecnologie di intelligenza artificiale, 2020/2015(INI) 2020

European Commission, Intellectual property and artificial intelligence. A literature review (eds. M. Iglesias, S. Shamuilia, A. Anderberg), 2019

P. Mezei, From Leonardo to the Next Rembrandt – The Need for AI-Pessimism in the Age of Algorithms (July 24, 2020). UFITA, Issue 2/2020 (forthcoming)

L. Travisaniello, Macchine intelligenti che creano ed inventano. Profili e rilievi critici del nuovo rapporto tra intelligenza artificiale e diritti di proprietà intellettuale, LawTech Student Paper nr. 54, 2020

Visioni:

The Next Rembrandt

Lezione 19 Contrasto alla pandemia, tracciamento digitale e protezione dei dati personali

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Letture:

Decreto legge 30 aprile 2020, n. 28, art. 6

Garante per la protezione dei dati personali, Provvedimento di autorizzazione al trattamento dei dati personali effettuato attraverso il Sistema di allerta Covid-19 – App Immuni – 1° giugno 2020

DPCM 25 ottobre 2020, art. 3.1.b)

Immuni, Informativa privacy

AUTO-IMMUNI – Gli anticorpi della democrazia

G. Resta, La protezione dei dati personali nel diritto dell’emergenza Covid-19, Giustizia civile, 5.5.2020

Visioni:

App di contact tracing e tracking: privacy e controllo del contagio, 8 giugno 2020

Lezione 20 Brevetti per invenzione e diritti della persona

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Letture:

Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea, art. 1, art. 17

Direttiva 98/44/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 6 luglio 1998 sulla protezione giuridica delle invenzioni biotecnologiche

Corte giustizia Unione europea, 6 luglio 2010, C-428/08

Corte giustizia Unione europea, 18 ottobre 2011, C-34/10

G. Resta, La conoscenza come bene comune:quale tutela?, 2013

Approfondimenti in altri corsi all’Università di Trento – Facoltà di Giuriprudenza:

Diritto comparato della proprietà intellettuale

Diritto alimentare comparato

Lezione 21 Il diritto umano alla scienza aperta

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Letture:

Universal Declaration of Human Rights, art. 27

International Covenant on Economic, Social and Cultural Rights, art. 15.1 (b)

Committee on Economic, Social and Cultural Rights (CESCR), General comment No. 25 on Science and economic, social and cultural rights Art. 15.1.b, 15.2, 15.3 and 15.4

R. Caso, La scienza non sarà più la stessa. Più condivisione, cooperazione e solidarietà dopo il Covid-19?, marzo 2020

F. Binda, R. Caso, Il diritto umano alla scienza aperta, settembre, 2020

V. Zambrano, Il «diritto umano alla scienza» e l’emergenza da CoViD-19, in Rivista di biodiritto/Biolaw Journal, maggio 2020, http://dx.doi.org/10.15168/2284-4503-584

La dottrina giuridica italiana in Open Access

Lezione 22 Come si affronta un esame scritto

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Letture:

R. Caso, La dottrina giuridica italiana in Open Access – Una sitografia in costruzione

G. Pascuzzi, Cercare il diritto, in Giuristi si diventa, III ed., Bologna, Il Mulino, 2019, 103-115

G. Pascuzzi, “La redazione del testo” (La scrittura; Come siredigono i saggi giuridici), in Giuristi si diventa, III ed., Bologna, Il Mulino, 2019, 141-149

Lezione 23 Il danno alla persona e il diritto alla vita

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Letture:

Il diritto alla vita e il danno da uccisione

Cass., sez. un., ud. 22 dicembre 1925, in Foro it., 1926, I, 328

Cass., sez. III civ., 23 gennaio 2014, n. 1361, in Foro it., 2014, I, 719

Cass. civ., sez. un., 22 luglio 2015, n. 15350

R. Caso, Il bene della vita e la struttura della responsabilità civile, in Foro it., 2014, I, 769

R. Caso, Le Sezioni unite negano il danno da perdita della vita: giorni di un futuro passato, in Foro it., settembre 2015, I, 2698

U. Izzo, La perdita della vita come danno relazionale: analisi storico-comparativa di una convergenza transistemica, 2018

Lezione 24 Il giusto bilanciamento dei diritti fondamentali e la persona

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Letture:

R. Bin, Ragionevolezza e divisione dei poteri, in Diritto&questioni pubbliche – n.2 agosto 2002

G. Pino, Conflitto e bilanciamento tra diritti fondamentali Una mappa dei problemi, in «Ragion Pratica», 28, 2007, pp. 219-276

P. Grossi, La invenzione del diritto: a proposito della funzione dei giudici, 2017

C. Salvi, Globalizzazione e critica del diritto, 2020

F. Giovanella, Copyright and Information Privacy. Conflicting Rights in Balance, Edward Elgar, 2017, chapter 1

Università di Torino, Archivio di diritto e storia costituzionali, Tecniche interpretative della Corte costituzionale

Lezione 25 La società della mercificazione e della sorveglianza: dalla persona ai dati

Letture:

S. Zuboff, Big Other: Surveillance Capitalism and the Prospects of an Information Civilization, Journal of Information Technology (2015) 30, 75–89. doi:10.1057/jit.2015.5

Y.N. Harari, Il mondo dopo il virus, in Internazionale [trad. da Finacial Times], 6 aprile 2020

P. Pecere, L’età del capitalismo della sorveglianza, Il Tascabile, 29 luglio 2020

A. Alì, Lo Stato, il territorio, l’accesso e la localizzazione dei dati ai tempi del cloud computing, 2017

D. Messina, La protezione dei dati personali alla luce della vicenda ‘Cambridge Analytica’, in Federalismi, 2018

Ascolti:

A. M. Giordano, intervista Shoshana Zuboff per Radio3 Mondo

Conclusioni

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Cos’è che le piace del diritto?

Tom Hanks, dal film Philadelphia (1993) diretto da Jonathan Demme

T. Ascarelli, Antigone e Porzia, 1955

A. Swartz, Legacy, 2006

G. Pascuzzi, Insegnare all’università, 2018

In evidenza

Open Science all’Università di Milano: adempimento o etica della scienza?

8 settembre 2020. Sul Bollettino Telematico di Filosofia Politica Paola Galimberti, illustrando la strategia per l’Open Science dell’Università Statale di Milano, si chiede se sarà possibile superare la logica burocratica dell’adempimento per una pubblicità che dovrebbe essere intrinseca alla scienza stessa:

https://btfp.sp.unipi.it/it/gli-articoli/

In evidenza

Una nuova casa editrice universitaria ad accesso aperto

Sul sito dell’AISA è reperibile, dal 6 settembre 2020, l’annuncio della creazione di una nuova casa editrice ad accesso aperto UNICApress dell’Università di Cagliari.

Qui di seguito un estratto dell’annuncio.

“Attiva dal novembre 2019, UNICApress pubblica e distribuisce ad accesso aperto opere scaturite dalla ricerca e dalla didattica condotte nell’ateneo, o su temi d’interesse per l’Università degli Studi di Cagliari o per la Sardegna. L’open access è una scelta culturale e politica strategica,  che non solo consente la massima diffusione delle opere pubblicate, ma applica il principio della conoscenza come bene comune che l’ateneo, da tempo, abbraccia e promuove

In evidenza

La dottrina giuridica italiana in Open Access – Una sitografia in costruzione

Questa sitografia elenca le fonti in accesso aperto alla dottrina giuridica italiana (anche iniziative editoriali pubblicate in Italia ma in lingua straniera). Per segnalare altre fonti o errori si prega di scrivere a roberto.caso@unitn.it

Riviste

Aedon – Rivista di arti e diritto on line

Annali del Seminario Giuridico dell’Università di Palermo

Annali dell’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa

Archivio Giuridico Sassarese

BioLaw Journal – Rivista di biodiritto

Bollettino Telematico di Filosofia Politica

CERIDAP

Comparative Law Review

Cultura e diritti

Cultura giuridica e diritto vivente

Dike – Rivista di Storia del Diritto Greco ed Ellenistico

Diritti comparati

Dirittifondamentali.it

Diritto cinese (Istituto di Diritto Cinese)

Diritto della sicurezza sul lavoro

Diritto & questioni pubbliche

Diritto e storia

Diritto mercato e tecnologia (dimt)

Diritto penale contemporaneo

E-Journal of International and Comparative Labour Studies

European Journal of Privacy Law & Technologies

European Legal Roots

Federalismi

Freedom Security & Justice: European Legal Studies

GenIUS

Gruppo di Pisa. Dibattito aperto sul Diritto e la Giustizia costituzionale

Historia et ius

Istituzioni del Federalismo

Italian Labour Law e-Journal

Italian Review of Legal History

Jus Civile

Labour & Law Issues

Lavoro Diritti Europa

MediaLaws

Nomos – Le attualità del diritto

Opinio Juris in Comparatione

Ordine internazionale e diritti umani

Orizzonti di diritto commerciale (Rivista ODC)

Persona e mercato

Quaderni e Ricerche de “Il seminario di Studi Parlamentari ‘Silvano Tosi'”

Quaderni fiorentini per la storia del pensiero giuridico moderno

Questione Giustizia

Questions of Inernational Law

Ricerche giuridiche

Rivista di diritto alimentare

Rivista di diritto bancario

Rivista elettronica di Diritto, Economia, Management

Rivista di Diritto dell’Economia, dei Trasporti e dell’Ambiente

Rivista quadrimestrale di Diritto dell’Ambiente

Roma Tre Law Review

Società e diritti

Statoechiese.it

Studi Tributari europei

The Cardozo Electronic Law Bulletin

The Italian Law Journal

Trento Student Law Review

University of Bologna Law Review

Collane di libri

Biblioteca di Storia del Diritto (a cura della Biblioteca del Senato della Repubblica)

Bonomia University Press

Edizioni Cà Foscari

Firenze University Press

Ledizioni

Pubblicazioni del Master di I livello in “Diritto Sanitario” (SPISA – Università di Bologna)

Roma TRE-Press

Tribunali della fede (Edizioni di Storia e Letteratura)

UNICApress

Università di Torino – Dipartimento di Giurisprudenza – Memorie

Università di Torino – Dipartimento di Giurisprudenza – Quaderni

Università di Trento – Dipartimento “Facoltà di Giurisprudenza” – Collana della Facoltà di giurisprudenza

Università di Trento – Dipartimento “Facoltà di Giurisprudenza” -Quaderni della Facoltà di Giurisprudenza

Università di Trieste – EUT

Working papers

Bocconi Legal Papers

Diritti comparati – working papers

ISLL Papers .The Online Collection of the Italian Society for Law and Literature

Law & Economics LAB

Trento LawTech Research Papers

Trento LawTech Student Papers

The Working Papers Collection of the Centre for the Study of  European Labour Law “MASSIMO D’ANTONA”

Tesi di dottorato

DART Europe

Archivi Open Access

DoGi – Dottrina giuridica (abstract di articoli giuridici italiani)

LawArXiv

SSRN (Elsevier)

Zenodo

Motori di ricerca

Pleiadi

In evidenza

Comunicato AISA: Accordi trasformativi: un’offerta che non si può rifiutare?

L’Associazione Italiana per la promozione della Scienza Aperta (AISA) ha pubblicato il 13 luglio 2020 un comunicato sui c.d. “contratti trasformativi”.

Il comunicato si legge qui: https://aisa.sp.unipi.it/accordi-trasformativi-unofferta-che-non-si-puo-rifiutare/

I contratti trasformativi comportano molti effetti negativi. Qui di seguito un breve estratto del comunicato nel quale l’AISA formula precise richieste alle istituzioni che hanno il potere decisionale in materia.
L’AISA auspica che si adottino le seguenti contromisure, in ordine decrescente di difficoltà:

  1. mettere in discussione i criteri che comportano l’uso della bibliometria e la dipendenza da database – Scopus e Clarivate Analytics – in mano a multinazionali private il cui scopo è il lucro;
  2. rendere pubblica il più precocemente possibile la proposta di contratto su cui si sta negoziando;
  3. rendere pubblici i contratti conclusi: gli accordi di riservatezza, infatti, sono un vantaggio per chi vende e non certo per chi compra;
  4. non chiedere ai singoli delegati l’adesione su una mera proposta economica, ma sul contratto vero e proprio, che va loro mostrato perché sia condiviso all’interno dell’ente di appartenenza all’inizio e non alla fine della procedura.
In evidenza

Storie di ricerca: intervista a Roberto Caso

UniTrento: storie di ricerca

“Cosa fa una ricercatrice o un ricercatore? Com’è una sua giornata-tipo? E cosa significa concretamente fare ricerca in Chimica dei materiali, Fisica teorica e Storia della letteratura? Di quali strumenti ci si avvale e con chi si lavora? Quali metodologie, percorsi, storie si nascondono dietro la generica espressione “ricerca scientifica”?
Abbiamo incontrato i ricercatori e le ricercatrici dei nostri Dipartimenti e Centri, per raccontare il loro lavoro quotidiano, le loro domande e il loro rapporto con la produzione di conoscenza.

L’iniziativa fa parte del più ampio progetto di ricerca CLaSTer (Come Lavora la Scienza). Dialoghi tra Università e Territorio, finanziato dalla Provincia Autonoma di Trento (bando STAR), di cui è Principal Investigator Ilaria Ampollini (Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale)”.

In evidenza

Direttiva copyright: l’attuazione in Italia

Raccolta di risorse relative all’attuazione della direttiva (UE) 2019/790 sul diritto d’autore nel mercato unico digitale

CREATe: la storia della direttiva

CREATe: l’atttuazione della direttiva negli Stati membri

COMMUNIA: DSM directive implementation portal

COMMUNIA: DSM directive implentation Italy (page maintened by Federico Leva)

Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l’attuazione di altri atti dell’Unione europea – Legge di delegazione europea 2019 – Approvato al Senato con il nuovo titolo “Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l’attuazione di altri atti dell’Unione europea – Legge di delegazione europea 2019-2020 “(S 1721, C.2757)

Audizioni della XIV Commissione permante del Senato

Documenti

Rassegna stampa

Bibliografia

In evidenza

Audizione dell’AISA sulla direttiva copyright al Senato

L’Associazione Italiana per la promozione della Scienza Aperta è stata ascoltata in audizione informale dalla XIV Commissione permanente del Senato a margine dei lavori sull’attuazione della direttiva (UE) 2019/790 sul diritto d’autore nel mercato unico digitale.

Qui le riprese video (a partire da 3h:16m).

Qui il testo della memoria.

Di seguito un suo estratto:

“Il legislatore italiano è di fronte a un bivio. Attuare la direttiva consegnando il governo del diritto d’autore alle sole forze del mercato – di un mercato non libero perché controllato da oligopoli di fatto e monopoli di diritto –, o restituire allo Stato il suo ruolo storico di custode dell’interesse pubblico che si traduce nel bilanciamento tra esclusiva e accesso pubblico.

Alla luce di quanto fin qui rilevato, l’AISA indirizza al legislatore italiano le seguenti considerazioni:

a) l’attuazione della direttiva (UE) 2019/790 va vista in connessione con altre proposte di modifica della legge sul diritto d’autore che pendono in Parlamento. Per quel che attiene alla scienza aperta va ricordato che pende davanti al Senato il DDL 1146, Modifiche all’articolo 4 del decreto-legge 8 agosto 2013, n. 91, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 ottobre 2013, n. 112, nonché introduzione dell’articolo 42-bis della legge 22 aprile 1941, n. 633, in materia di accesso aperto all’informazione scientifica (c.d. Proposta Gallo); i lavori su questo importante intervento legislativo, che tra le altre cose prevede l’introduzione nella legge 22 aprile 1941, n. 633 di un nuovo art. 42-bis volto a conferire all’autore di opere scientifiche un diritto inalienabile e irrinunciabile di ripubblicazione in accesso aperto, si sono inspiegabilmente arrestati da molti mesi; l’AISA auspica la ripresa dei lavori e la rapida approvazione del DDL 1146 nell’attuale formulazione che allineerebbe l’Italia alla legislazione già in vigore in Germania, Paesi Bassi, Francia e Belgio;

b) le politiche di sussidi finanziari a favore degli editori nonché della filiera del libro e della carta stampata devono essere viste come alternative e non complementari al rafforzamento delle esclusive del diritto d’autore e dei diritti connessi; in altri termini, se si sceglie l’opzione politica dei sussidi occorre bilanciare la posizione dei titolari dei diritti di esclusiva estendendo i diritti degli utenti in modo da non far loro pagare di nuovo quanto hanno già finanziato con le loro imposte;

c) gli spazi di manovra lasciati al legislatore italiano dalla direttiva (UE) 2019/790 dovrebbero essere sfruttati per garantire nel modo più ampio possibile la libertà di espressione del pensiero e di informazione, nonché la libertà scientifica e didattica. A questo fine, nella legge delega dovrebbe essere data prevalenza ai seguenti princìpi: evitare che il nuovo diritto sulle pubblicazioni giornalistiche previsto dall’articolo 15 comprima i diritti di scienziati e accademici nonché di ricercatori indipendenti; limitare gli effetti negativi della nuova responsabilità dei prestatori di servizi di condivisione di contenuti online prevista dall’articolo 17, impedendo che vengano applicate tecnologie di filtraggio automatico dei contenuti caricati dagli utenti e preservando i diritti e le libertà fondamentali degli utenti compresa la protezione dei dati personali; attuare le eccezioni e limitazioni disciplinate dagli articoli 3 (Estrazione di testo e di dati per scopi di ricerca scientifica), 5 (Utilizzo di opere e altri materiali in attività didattiche digitali e transfrontaliere), 6 (Conservazione del patrimonio culturale), 7 (Disposizioni comuni), 8 (Utilizzo di opere fuori commercio e di altri materiali da parte di istituti di tutela del patrimonio culturale), paragrafo 2, 14 (Opere delle arti visive di dominio pubblico) della direttiva (UE) 2019/790 in modo che agli utenti siano assicurate le più estese libertà possibili; sfruttare pienamente il margine di manovra concesso dall’articolo 25 (Relazione con eccezioni e limitazioni previste da altre direttive) della direttiva 2019/790 che consente agli Stati membri di adottare o mantenere in vigore disposizioni più ampie, compatibili con le eccezioni e limitazioni di cui alle direttive 96/9/CE e 2001/29/CE, per gli utilizzi o gli ambiti oggetto delle eccezioni o delle limitazioni di cui alla stessa direttiva (UE) 2019/790. In questa prospettiva, si allegano – v. allegato A) – a questo testo alcune proposte, evidenziate in giallo, di modifica all’art. 9 del DDL in discussione”.

In evidenza

Covid-19, pandemia, proprietà intellettuale e open science

Una sitografia in costruzione

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In evidenza

La scienza non sarà più la stessa. Più condivisione, cooperazione e solidarietà dopo il Covid-19?

Rivista di Biodiritto, no 1S (2020)

https://www.biodiritto.org/Online-First-BLJ/Online-First-BLJ-2-20-Instant-Forum-Diritto-diritti-ed-emergenza-ai-tempi-del-Coronavirus

https://zenodo.org/record/3726702#.XnssL9NKgdU

Roberto Caso

I. Viviamo tempi di smarrimento e confusione. In momenti come questi, non è inusuale incontrare opinioni sul futuro. È forse una via di fuga dall’incertezza del presente che ci attanaglia.

Voci autorevoli hanno sostenuto che l’umanità dopo la pandemia del Covid-19 non sarà più la stessa[1]. Gli ottimisti affermano che noi esseri umani saremo migliori. I pessimisti prevedono che ripeteremo gli errori del passato, aggravandoli e aprendo le porte a una nuova minaccia per noi, per le altre specie e per il pianeta.

E la scienza? Sarà migliore? Non è una domanda banale.

Alcuni ritengono che la scienza sia l’unica risorsa che abbiamo per vincere la battaglia contro il nuovo coronavirus. Altri evidenziano che potevamo giungere più preparati a una minaccia che era stata paventata da tempo. Ad esempio, si poteva continuare a investire nella ricerca sviluppata a valle delle ultime gravi epidemie da coronavirus come quelle della SARS e della MERS.

Insomma, se non siamo giunti abbastanza attrezzati di fronte a questa nuova emergenza globale non è solo per il nostro stile di vita, ma anche perché qualcosa non ha funzionato nella scienza nonché nella sua interazione con la società e con le sue istituzioni (a cominciare dalla politica).

II. Uno dei mali della scienza attuale è la confusione tra profitto e ricerca. Tra le ricadute di questa commistione risalta la chiusura della conoscenza scientifica dietro recinti di proprietà intellettuale. La proprietà intellettuale spinge ad arrivare per primi e prendere tutto (in esclusiva). “The winner takes all”. In altri termini, induce più a competere che a cooperare.

Il meccanismo della proprietà intellettuale è stato pensato per il mercato ed è intrinsecamente imperfetto. È imperfetto perché i diritti di proprietà intellettuale sono piccoli monopoli legali, dunque rappresentano anomalie nell’idealizzazione del mercato concorrenziale. Sono anomalie tollerate – dice la teoria dominante[2] – perché, a patto che non siano monopoli troppo estesi, incentivano investimenti nella macchina della produzione dell’informazione che altrimenti non sarebbe in grado di funzionare. Sono anomalie pensate per gli attori del mercato (principalmente le imprese) e non per università e ricercatori.

Nel modello ideale la ricerca di base rimane appannaggio del settore pubblico ed è aperta, priva cioè delle barriere della proprietà intellettuale. È invece sul piano della ricerca applicata e dello sviluppo della tecnologia da parte delle imprese che i diritti di proprietà intellettuale giocano (o dovrebbero giocare) il proprio ruolo incentivante. A patto che, si diceva, l’esclusiva non sia troppo estesa e che sia garantito un ampio e robusto pubblico dominio. Perché la conoscenza si costruisce in modo cumulativo e incrementale, rielaborando le acquisizioni precedenti. Ad esempio, i brevetti per invenzione durano massimo vent’anni. Il copyright non copre le idee, le formule matematiche, i metodi scientifici, i fatti e i dati.

Tuttavia, da alcuni decenni questo modello ha subito due forme di degenerazione. Da una parte, i diritti di proprietà intellettuale sono stati estesi a dismisura alimentando vere e proprie posizioni di dominio sul mercato. Dall’altra, la proprietà intellettuale ha colonizzato il mondo della ricerca di base (originariamente) non orientata al profitto: ad esempio, alcune università hanno acquisito ampi portafogli brevettuali che sfruttano aggressivamente sul mercato.

Di più, i ricercatori, le università e le società scientifiche hanno consegnato il loro sistema di comunicazione e di valutazione a un pugno di imprese. Il diritto d’autore accademico da strumento di libertà e responsabilità si è trasformato in meccanismo di asservimento agli ingranaggi dell’apparato valutativo basato su metriche citazionali[3].

La degenerazione è particolarmente evidente nel settore biomedico. Beni strategici come i vaccini, i farmaci, le banche dati della scienza biomedica e alcune infrastrutture di Internet sono nelle mani di pochi attori del mercato. Le loro scelte sono naturalmente orientate al profitto e non al progresso della conoscenza.

Ad esempio, le grandi case farmaceutiche accumulano brevetti e investono in ciò che in base ai loro calcoli previsionali può garantire profitto[4]. Se la minaccia di un nuovo coronavirus viene ritenuta remota, esse non svilupperanno la ricerca di questo settore.

Ancora. Il sistema di comunicazione e di valutazione della scienza incentrato sulle misure citazionali è chiuso dal lucchetto del copyright (più precisamente: del copyright, dei contratti e delle protezioni tecnologiche). Buona parte di tale sistema è nelle mani di pochi grandi editori commerciali (ora imprese di analisi dell’informazione) che vendono a carissimo prezzo l’accesso temporaneo alle proprie banche dati. Non si tratta solo di una questione di barriere economiche all’accesso. Gli oligopoli della scienza producono gravi effetti collaterali sul piano culturale. È stato, ad esempio, evidenziato che il dominio della lingua inglese come lingua franca della scienza riduce le opportunità di accesso alle informazioni aggiornate da parte dei medici che non la conoscono[5]. In situazioni di emergenza, come quella che stiamo vivendo, ciò rappresenta un grave problema.

La proprietà intellettuale rende inaccessibili a buona parte dell’umanità gli strumenti per difendersi da minacce come il Covid-19. Si pensi ai molti Paesi dell’Africa che non possono certo permettersi né i costosissimi brevetti su farmaci, vaccini e altri dispositivi medici né gli abbonamenti alle banche dati già diventati proibitivi per molte istituzioni accademiche occidentali.

III. Tralasciando i brevetti per invenzione e concentrandosi sul copyright, occorre evidenziare che, dopo l’esplosione dell’epidemia del Covid-19, alcuni grandi editori scientifici hanno aperto le pubblicazioni scientifiche utili allo studio del nuovo coronavirus. Una massa di pubblicazioni che prima era accessibile solo pagando prezzi esorbitanti ora è (temporaneamente) in Open Access[6]. Non si tratta solo di iniziative spontanee, ma anche di risposte a puntuali richieste che vengono da alcuni Paesi[7] e da alcuni enti finanziatori[8].

Più dei gesti “caritatevoli”, parziali e temporanei degli editori commerciali contano le azioni dei ricercatori, dei docenti, dei bibliotecari, delle istituzioni della scienza, dei giornalisti o divulgatori scientifici e del pubblico. Queste azioni potrebbero migliorare definitivamente l’intero ecosistema di comunicazione della scienza e non solo quello riguardante l’attuale emergenza sanitaria.

Ricercatori e istituzioni scientifiche, mettendo a frutto le infrastrutture e le prassi dell’Open Science, stanno compiendo enormi sforzi per condividere in tempo reale le informazioni scientifiche (dati e pubblicazioni). Si pensi alla condivisione dei dati genetici relativi al Covid-19 su banche dati ad accesso aperto[9]. Si pensi alla pubblicazione immediata dei c.d. preprint – bozze non sottoposte alla forma di revisione paritaria oggi in voga che implica procedure lunghissime e opache, per lo più basate sull’anonimato dei revisori – di articoli scientifici, che vengono discussi pubblicamente su archivi ad accesso aperto[10].

I docenti stanno riversando su Internet un’immensa quantità di risorse didattiche.

I bibliotecari costruiscono strumenti di comunicazione che guidano il pubblico verso fonti affidabili e mettono in guardia da bufale e fake news[11].

I giornalisti scientifici moltiplicano i canali di comunicazione che fanno da ponte tra la scienza e il pubblico.

Il pubblico partecipa alla discussione interagendo con gli scienziati, ponendo domande, condividendo dati e formulando opinioni.

Questo nuovo ecosistema non è privo di difetti, di debolezze, di rischi.

a) La struttura attuale di Internet è dominata da grandi piattaforme commerciali come quelle cui fanno capo motori di ricerca e social media. Il principale business di queste entità commerciali si basa sulla profilazione compiuta attraverso il trattamento dei dati personali. In questo momento tutti i mass media e in particolare quelli che operano su Internet stanno orientando il business verso la paura. La paura non è il migliore contesto in cui effettuare scelte razionali.

b) La ruvidità delle dispute tra scienziati appartiene alla storia della scienza. Ma oggi le discussioni tra scienziati si giocano su regole comunicative diverse. Quelle dei social media. Litigi, offese e insulti attirano attenzione e generano traffico di dati, ma fanno velo sulla sostanza del dibattito. Il rischio della semplificazione è tangibile. Alcuni scienziati sembrano più interessati ad apparire che a comunicare[12].

c) Il nuovo ecosistema della scienza che sta nascendo è pur sempre basato su politiche che spingono alla competizione e alla logica del vincitore che prende tutto il prima possibile. Il rischio di vedere sempre più annunci trionfalistici sul vaccino a breve e sul farmaco miracoloso è concreto.

Nonostante questi limiti, il nuovo ecosistema aperto di comunicazione della scienza che sta emergendo con forza in questo frangente della storia è migliore di quello precedente all’avvento di Internet. Maggiore rapidità di circolazione delle informazioni su scala globale, più opportunità di controllare e replicare le ricerche, ampie possibilità di coordinare gli sforzi profusi nello studio.

Se però vogliamo davvero una scienza migliore, dobbiamo ricostruire le fondamenta su cui poggia il sistema di comunicazione. In altri termini, dobbiamo far prevalere la cooperazione sulla competizione. L’apertura significa essenzialmente questo. Più condivisione e solidarietà. Disintossicare la scienza dal veleno della competizione per l’eccellenza[13], tornare su scala planetaria a investire ingenti risorse pubbliche nella scienza e restringere i diritti di proprietà intellettuale sono alcuni tra gli obiettivi politici più importanti. Dal punto di vista dei diritti umani si tratta di dare attuazione al diritto alla scienza[14], anche nell’accezione di diritto ad accedere in modalità aperta ai risultati della scienza, e di metterlo in connessione con il diritto alla salute[15].

A quest’ultimo proposito, nei drammatici giorni attuali colpiscono le discussioni surreali su come (non) attuare l’Open Access nel prossimo esercizio di valutazione della ricerca da parte dell’Agenzia ministeriale deputata alla funzione (il riferimento è alla prossima VQR dell’ANVUR)[16]. Giace oramai da mesi nei cassetti del Senato la timida ma meritoria proposta Gallo che farebbe compiere un piccolo passo all’Italia sulla strada del diritto di ripubblicazione in Open Access[17].

L’esperienza del Covid-19 dimostra che ci sarebbe bisogno di norme coraggiose e di una politica che viri urgentemente e con decisione verso la scienza aperta non incentrata sul mercato.

Se l’auspicato mutamento definitivo del sistema di comunicazione della scienza si verificherà non sarà perché la classe dirigente ora al potere verrà folgorata da una salvifica illuminazione. Sarà per merito delle nuove generazioni che porranno in essere un cambiamento profondo.

IV. La storia dimostra che le grandi epidemie come quelle della peste sono potenti fattori di mutamento della società[18].

Il flagello del Covid-19 ci mette di fronte ad alcune scelte fondamentali che attengono alla politica, alla scienza, al nostro stile di vita, ai valori che tengono insieme la società[19].

Dobbiamo scegliere tra egoismo e solidarietà. Tra chiusura e condivisione. Tra autoritarismo e democrazia.

La scienza è un campo fondamentale sul quale effettueremo queste scelte.
Nel chiudere queste pagine mi torna in mente il “Il giudizio universale” di Vittorio De Sica. Molti ricorderanno la trama. All’improvviso risuona dal cielo una voce stentorea che preannuncia a breve il giudizio universale. Anche le persone più ciniche sembrano mutare d’animo e diventare più solidali e compassionevoli. Ma quando la prospettiva del giudizio e delle sue conseguenze si dissolve (riappare il sole dopo il diluvio), gli esseri umani tornano alle miserie e alle nefandezze di sempre. Speriamo di non dover assistere a un finale simile a quello del film.

Mi piace pensare che non sia solo la paura a far immaginare un mondo migliore, e che, passata l’emergenza, la gente scelga con convinzione la via che anche nella scienza conduce a più condivisione, cooperazione e solidarietà.


[1] D. Grossman, Dopo la peste torneremo ad essere umani, in La Repubblica, 20 marzo 2020, trad. it. A. Shomroni dall’orig. The Plague Is a Formative Event. When It Fades, New Possibilities Will Emerge, in Haaretz, Mar. 21, 2020, https://www.haaretz.com/israel-news/.premium.MAGAZINE-the-plague-is-a-formative-event-when-it-fades-new-possibilities-will-emerge-1.8687842

[2] È noto che ci sono teorie minoritarie che sostengono la dannosità intrinseca della proprietà intellettuale.

[3] R. Caso, La rivoluzione incompiuta. La scienza aperta tra diritto d’autore e proprietà intellettuale, Milano, Ledizioni, 2020, https://www.ledizioni.it/download/26281, spec. 127 ss.

[4] J.E. Stiglitz, Economic Foundations of Intellectual Property Rights, in Duke Law Journal, vol. 57, No. 6 (Apr., 2008), 1693, 1710 ss., 1718-1719.

[5] V. Larivière, F. Shuet, C.R. Sugimoto, Coronavirus et édition savante : une question de transmission, in Acfas Magazine, 13 février 2020, https://www.acfas.ca/publications/magazine/2020/02/coronavirus-edition-savante-question-transmission

[6] V. ad es. Calling all coronavirus researchers: keep sharing, stay open, in Nature, 578 (7) 2020; X. Xu, The hunt for a coronavirus cure is showing how science can change for the better, in The Conversation, Feb. 24, 2020. Tra gli ultimi ad aprire i lucchetti vi è JSTOR, un’immensa banca dati scientifica che incrocia le vicende di Aaron Swartz, il giovane scienziato informatico e attivista statunitense che si batteva per l’Open Access e che era stato accusato di gravi crimini federali americani per essersi connesso alla rete del MIT e aver scaricato una grande quantità di articoli scientifici da JSTOR. Quando il procedimento penale era in corso Swartz si suicidò nel gennaio del 2013 all’età di ventisei anni. V. Neetha K., Aaron Swartz: As JSTOR opens it doors amid pandemic, people laud hacker who fought for access to knowledge, Mar. 22, 2020, https://meaww.com/aaron-swartz-life-users-call-out-jstor-open-access-public-during-coronavirus-pandemic-suicide

[7] S. Harrison, Global Officials Call for Free Access to Covid-19 Research, in Wired, 03.13.2020.

[8] Il direttore di Wellcome Trust chiedeva l’Open Access a tutti i risultati della ricerca sul nuovo coronavirus già il 22 gennaio 2020, v. R. Pells, Coronavirus and Ebola: could open access medical research find a cure?, in The Guardian, Jan. 22, 2020. È da ricordare che analoghi appelli furono lanciati agli editori in occasione delle epidemie di Zika ed Ebola, ma rimasero inascoltati. L’atteggiamento dei grandi editori commerciali è stato definito una criminale ipocrisia: V. W.J. van Gerven Oei, Viral Open Access in Times of Global Pandemic, in Punctumbooks, Mar 19, 2020, https://punctumbooks.pubpub.org/pub/viral-open-access-global-pandemic-covid-19-corona/branch/. L’autore dell’articolo rileva, inoltre, a proposito dell’epidemia di Covid-19 che, mentre ancora gli oligopolisti non si erano mossi, sull’archivio “pirata” Sci-Hub a gennaio 2020 erano già disponibili 5000 articoli sulle ricerche scientifiche correlate alla nuova emergenza.

[9] Il riferimeno è alle banche dati GenBank (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/genbank/), Nextstrain (https://nextstrain.org/), Gisaid (https://www.gisaid.org/). La virologa Ilaria Capua nel 2006 scelse di pubblicare in Open Access su GenBank la sequenza genetica del virus H5N1 dell’influenza aviaria (la vicenda è ripercorsa in Una rivoluzione virale, in Le Scienze, 2 aprile 2016, https://www.lescienze.it/news/2016/04/02/news/una_rivoluzione_virale-3036716/). GISAID è un’iniziativa volta a promuovere la condivisione delle sequenze genetiche di tutte le influenze virali. Si tratta di una delle infrastrutture comunicative delle rete mondiale di monitoraggio dell’influenza. In proposito si veda, per un ampio approfondimento, A. Kapczynski, Order Without Intellectual Property Law: Open Science in Influenza (November 6, 2017). Cornell Law Review, Vol. 102, No. 6, 2017; Yale Law School, Public Law Research Paper No. 623. Available at SSRN: https://ssrn.com/abstract=3066162

[10]  K. Kupferschmidt, ‘A completely new culture of doing research.’ Coronavirus outbreak changes how scientists communicate, in Science, Feb. 26, 2020, https://www.sciencemag.org/news/2020/02/completely-new-culture-doing-research-coronavirus-outbreak-changes-how-scientists

[11] V, ad es., Veneto Health Library, https://venetohealthlibrary.wordpress.com/sars-cov-2-covid-19/, nonché il blog BiblioVerifica della biblioteca Vilfredo Pareto dell’Università Torvergata http://biblioverifica.altervista.org/covid19/?fbclid=IwAR3VRin85fjE3kKH8kBRWA_uBG9n1NiypgJ4GN3NeocHwd4r-cRKxMgC6j4

[12] Cfr. M. Sandal, Il coronavirus sta cambiando il modo in cui pensiamo alla scienza, in Esquire, 10.03.2020.

[13] V. l’appello di V. Pinto, D. Borrelli, M.C. Pievatolo, F. Bertoni, Disintossichiamoci – Sapere per il futuro,  https://www.roars.it/online/wp-content/uploads/2020/02/Sapere-per-il-futuro-documento-1-2.pdf

[14] L. Shaver, The Right to Science: Ensuring that Everyone Benefits from Scientific and Technological Progress, in European Journal of Human Rights, 2015/4, 411.

[15] V. gli art. 27 della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e l’art. 15 del Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali. Di questi temi si è discusso al “Sesto congresso mondiale sulla libertà di ricerca scientifica” organizzato dall’Associazione Luca Coscioni e da Science for Democracy presso l’Unione Africana ad Addis Abeba il 25 e 26 febbraio 2020. V. il comunicato dell’associazione scritto da F. Binda e A. Boggio, Scienza aperta per combattere il coronavirus, 21.02.2020, https://www.associazionelucacoscioni.it/notizie/comunicati/scienza-aperta-per-combattere-il-coronavirus/

[16] V. l’intervista rilasciata Prof. Antonio Uricchio, Presidente dell’ANVUR, a Italia Oggi il 17 marzo 2020: ANVUR contano le linee guida dell’UE.

[17] Il riferimento è al Disegno di legge n. 1146, Modifiche all’articolo 4 del decreto-legge 8 agosto 2013, n. 91, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 ottobre 2013, n. 112, nonché introduzione dell’articolo 42-bis della legge 22 aprile 1941, n. 633, in materia di accesso aperto all’informazione scientifica. Sulla proposta Gallo v. Caso, La rivoluzione incompiuta, cit., 143 ss.

[18] A proposito della “Peste nera” v. la narrazione di A. Prosperi, Storia moderna e contemporanea. I. Dalla peste nera alla guerra dei Trent’anni, Torino, Einaudi, 2000, 68 ss. Devo il suggerimento della lettura di queste pagine alla collega Maria Chiara Pievatolo.

[19] Cfr. Y.N. Harari, The world after coronavirus, in Financial Times, Mar. 20, 2020.

In evidenza

Open Science vs. Intellectual Property in a Democratic Order

Sesto Congresso Mondiale sulla Libertà di Ricerca Scientifica organizzato dall’Associazione Luca Coscioni e da Science for Democracy presso l’Unione Africana ad Addis Abeba il 25 e 26 febbraio 2020

The evaluation of scientific research is based on data protected by secrecy and intellectual property (e.g., Elsevier Scopus or Clarivate Web of Science). While science has progressed thanks to public dialogue, the current evaluation system is centered on private control of information. This represents a fundamental shift from democratic to authoritarian science. Open Science may confront this change only if it is accepted as the heir, in the digital age, of the values and principles that public and democratic science has traditionally fostered in the age of printing, thus becoming the guardian of a democratic society.

https://zenodo.org/record/3686843#.XnsROdNKiu4

In evidenza

Il conflitto tra diritto d’autore e ricerca scientifica nella disciplina del text and data mining della direttiva sul mercato unico digitale

Su Zenodo, l’archivio ad accesso aperto del progetto OpenAIRE dell’UE e del CERN, è disponibile il preprint di un mio articolo sulla nuova Direttiva 2019/790 in materia di diritto d’autore nel Mercato Unico Digitale in corso di pubblicazione su Il diritto industriale

https://zenodo.org/record/3633619

In evidenza

La rivoluzione incompiuta

Presentazione nell’ambito di #Policult

Intevista sul sito Letture.org


https://www.ledizioni.it/download/26281/



Se si domanda a una persona di buon senso «a chi appartiene la scienza?», la risposta più probabile è: «a tutti!».
Dietro il velo di una risposta istintiva e (apparentemente) superficiale si nasconde la storia dell’eterno conflitto tra apertura e chiusura della conoscenza, tra pubblicità e segretezza. Un conflitto che assume connotati peculiari nell’era digitale.
All’alba dell’era di Internet una parte della comunità scientifica ha coltivato la speranza di potenziare il discorso scientifico e l’uso pubblico della ragione creando una Rete democratica delle menti.
Questa speranza oggi appare minacciata dalla mercificazione della conoscenza e dalle forze che mirano ad accentrare il potere decisionale nelle mani di pochi. La scienza appare sempre più in crisi. L’apertura può curare la crisi in cui versa la scienza? Cosa significa scienza aperta? Le risposte contenute nel libro sono parziali e attengono al dilemma evocato nel suo titolo: diritto d’autore o proprietà intellettuale?
In evidenza

La libertà accademica e il diritto di messa a disposizione del pubblico in Open Access

In alcuni importanti Paesi Membri dell’Unione Europea sono state emanate, a partire dal 2013, leggi volte a conferire all’autore un diritto inalienabile e irrinunciabile di mettere a disposizione del pubblico in Open Access (OA), accesso aperto, su Internet la propria opera scientifica frutto della ricerca finanziata con fondi pubblici e precedentemente pubblicata con un editore commerciale.

L’istituzione di questo nuovo diritto d’autore – o meglio, di una nuova caratterizzazione del diritto di comunicazione e messa a disposizione del pubblico – è finalizzata a rendere praticabile una delle vie mediante le quali si raggiunge l’OA alle pubblicazioni scientifiche: la c.d. green road. Per via verde si intende quella forma di accesso aperto che si esplica nel deposito (c.d. self-archiving) presso archivi istituzionali o disciplinari ad accesso aperto di ciò che è stato in precedenza pubblicato con editori commerciali che chiedono un pagamento per la fruizione dell’opera (c.d. accesso chiuso). I Paesi che hanno normato la materia, novellando le proprie leggi sul diritto d’autore, sono: la Germania nel 2013, i Paesi Bassi nel 2015, la Francia nel 2016 e il Belgio nel 2018. Con diverse formulazioni tali normative mirano a blindare il diritto di messa disposizione del pubblico conferendogli i caratteri dell’irrinunciabilità e dell’inalienabilità. Si tratta di norme di natura imperativa: non possono essere derogate dal contratto. In particolare, vengono neutralizzate le eventuali clausole del contratto tra autore ed editore che fossero finalizzate alla cessione piena ed esclusiva del diritto messa a disposizione del pubblico. Sono altresì norme di applicazione necessaria, il tentativo dell’editore di aggirarle, mediante la scelta negoziale di una legge (nazionale) applicabile al contratto che non prevede il diritto di messa a disposizione del pubblico in accesso aperto, sarebbe vano.

Una recente proposta di legge italiana di iniziativa parlamentare si muove, dopo alcuni emendamenti, nella stessa direzione.

Il diritto di mettere a disposizione del pubblico in accesso aperto l’opera scientifica costituisce un importante presidio della libertà accademica.

Da un punto di vista storico, il diritto mira a ripristinare la libera circolazione (almeno) degli articoli scientifici che nella prima fase del diritto d’autore non veniva intaccata dal diritto di esclusiva.

L’idea è riemersa in Germania a partire dal 2005, quando si è iniziato a discutere di modificare la legge sul diritto d’autore per conferire all’autore un diritto inalienabile di rendere accessibile per finalità non commerciali il proprio articolo scientifico frutto di ricerche prevalentemente finanziate con fondi pubblici dopo sei mesi dalla prima pubblicazione.

Si tratta di un dispositivo giuridico che non garantisce la realizzazione della forma più avanzata di Open Access, cioè quella che si basa sulla concessione al pubblico di ampi diritti di riuso (c.d. Libre Open Access). L’autore che, dopo aver ceduto i diritti economici all’editore, torni nella disponibilità del solo diritto di messa a disposizione del pubblico non può concedere ampi diritti di riuso mediante una licenza Creative Commons estremamente permissiva. Non può, ad esempio, concedere al pubblico il diritto di trarre opere derivate.

In altri termini, il diritto di messa a disposizione del pubblico in OA è una soluzione compromissoria in un mondo ancora dominato dall’editoria scientifica commerciale.

Il tema perciò merita di essere trattato al fine di discutere i modelli normativi stranieri, la proposta di legge italiana e i possibili sviluppi futuri.

https://zenodo.org/record/2611105#.XJ835BNKjnU

https://iris.unitn.it/handle/11572/232939#.XKz19eszbnV

Pagare per leggere o pagare per scrivere: un dilemma insuperabile?

L’Università del Piemonte Orientale e AISA organizzano una teleconferenza dal titolo Pagare per leggere o pagare per scrivere: un dilemma insuperabile? Editoria scientifica e Open Access. Il programma dettagliato dei lavori, nel corso dei quali si discuterà anche di  Plan S e dei cosiddetti accordi trasformativi, è visibile qui.

L’incontro avrà luogo nella mattinata del 4 dicembre 2020. Chi desidera partecipare è invitato a registrarsi qui.

The academic copyright in the age of commodification of scientific research

Roberto Caso, The academic copyright in the age of commodification of scientific research, in SCIRES-IT – SCIentific RESearch and Information Technology, Volume 10, Special Issue (2020) Open Science: New models of scientific communication and research evaluation, Issue edited by P. Gargiulo and Editors in-Chief V. Valzano and M. Cigola

Abstract

There is a large stream of literature related to academic copyright. Nonetheless, a comprehensive interdisciplinary analysis of the interplay between economic rights and moral right of paternity appears to be missing. Furthermore, the impact of commodification of research on academic copyright has not been sufficiently investigated. The basic thesis of this article is that academic copyright with reference to academic texts is currently going through a distortion that alters its nature and functions. This distortion is one of the effects of commodification of scientific research. This paper dwells on these aspects with a focus on the role of modern science and the context in which research is performed and highlights the perverse effects of the current evaluation system based on metrics and numbers and the scientific publishing system dominated by an oligopoly of information and analytics providers. Open Science can represent a tool to defend independence of science and academic freedom, though strong actions are required to change the current situation.

Keywords

Academic copyright, Intellectual Property, Evaluation of Science, Open Science

Full Text:

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DOI: http://dx.doi.org/10.2423/i22394303v10Sp25

Diritto d’autore e arte 2020-2021

Pagina in costruzione

Informazioni qui e qui

Introduzione

Il metodo casistico-problematico

L’approccio di diritto e tecnologia

Teorie generali sulla proprietà intellettuale

Teorie generali sul diritto d’autore

Creatività

Dicotomia tra idea ed espressione

I diritti economici

I diritti morali

Il plagio-contraffazione

Il risarcimento del danno

Diritto comparato della proprietà intellettuale 2020-2021

Pagina in costruzione

Informazioni qui e qui

Bibliografia essenziale sulla proprietà intellettuale e sul diritto d’autore

Introduzione

Il metodo casistico-problematico

L’approccio di diritto e tecnologia

La proprietà intellettuale: teorie generali

Il diritto d’autore

Il brevetto per invenzione

I disegni e modelli

I marchi

Le indicazioni geografiche

I nomi di dominio

Il segreto industriale

Il diritto umano alla scienza aperta

27 settembre 2020. Pubblicato il nr. 41 dei Trento LawTech Research Paper: “Il diritto umano alla scienza aperta” di Federico Binda e Roberto Caso

Il paper si può scaricare in Open Access su Zenodo.

Qui di seguito l’abstract:

“Il nesso tra diritto umano alla scienza e Open Science (scienza aperta) è stato indagato nella letteratura e recentemente formalizzato nel Commento generale nr. 25 (2020) del Comitato dei diritti economici, sociali e culturali del Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite all’art. 15 (1) (b) del Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali. Questo breve scritto è dedicato a evidenziare alcuni aspetti di tale nesso con particolare riferimento al ruolo che ‘il diritto umano alla scienza aperta’ può svolgere in tempi di pandemia”.