Audizione dell’AISA sulla direttiva copyright al Senato

L’Associazione Italiana per la promozione della Scienza Aperta è stata ascoltata in audizione informale dalla XIV Commissione permanente del Senato a margine dei lavori sull’attuazione della direttiva (UE) 2019/790 sul diritto d’autore nel mercato unico digitale.

Qui le riprese video (a partire da 3h:16m).

Qui il testo della memoria.

Di seguito un suo estratto:

“Il legislatore italiano è di fronte a un bivio. Attuare la direttiva consegnando il governo del diritto d’autore alle sole forze del mercato – di un mercato non libero perché controllato da oligopoli di fatto e monopoli di diritto –, o restituire allo Stato il suo ruolo storico di custode dell’interesse pubblico che si traduce nel bilanciamento tra esclusiva e accesso pubblico.

Alla luce di quanto fin qui rilevato, l’AISA indirizza al legislatore italiano le seguenti considerazioni:

a) l’attuazione della direttiva (UE) 2019/790 va vista in connessione con altre proposte di modifica della legge sul diritto d’autore che pendono in Parlamento. Per quel che attiene alla scienza aperta va ricordato che pende davanti al Senato il DDL 1146, Modifiche all’articolo 4 del decreto-legge 8 agosto 2013, n. 91, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 ottobre 2013, n. 112, nonché introduzione dell’articolo 42-bis della legge 22 aprile 1941, n. 633, in materia di accesso aperto all’informazione scientifica (c.d. Proposta Gallo); i lavori su questo importante intervento legislativo, che tra le altre cose prevede l’introduzione nella legge 22 aprile 1941, n. 633 di un nuovo art. 42-bis volto a conferire all’autore di opere scientifiche un diritto inalienabile e irrinunciabile di ripubblicazione in accesso aperto, si sono inspiegabilmente arrestati da molti mesi; l’AISA auspica la ripresa dei lavori e la rapida approvazione del DDL 1146 nell’attuale formulazione che allineerebbe l’Italia alla legislazione già in vigore in Germania, Paesi Bassi, Francia e Belgio;

b) le politiche di sussidi finanziari a favore degli editori nonché della filiera del libro e della carta stampata devono essere viste come alternative e non complementari al rafforzamento delle esclusive del diritto d’autore e dei diritti connessi; in altri termini, se si sceglie l’opzione politica dei sussidi occorre bilanciare la posizione dei titolari dei diritti di esclusiva estendendo i diritti degli utenti in modo da non far loro pagare di nuovo quanto hanno già finanziato con le loro imposte;

c) gli spazi di manovra lasciati al legislatore italiano dalla direttiva (UE) 2019/790 dovrebbero essere sfruttati per garantire nel modo più ampio possibile la libertà di espressione del pensiero e di informazione, nonché la libertà scientifica e didattica. A questo fine, nella legge delega dovrebbe essere data prevalenza ai seguenti princìpi: evitare che il nuovo diritto sulle pubblicazioni giornalistiche previsto dall’articolo 15 comprima i diritti di scienziati e accademici nonché di ricercatori indipendenti; limitare gli effetti negativi della nuova responsabilità dei prestatori di servizi di condivisione di contenuti online prevista dall’articolo 17, impedendo che vengano applicate tecnologie di filtraggio automatico dei contenuti caricati dagli utenti e preservando i diritti e le libertà fondamentali degli utenti compresa la protezione dei dati personali; attuare le eccezioni e limitazioni disciplinate dagli articoli 3 (Estrazione di testo e di dati per scopi di ricerca scientifica), 5 (Utilizzo di opere e altri materiali in attività didattiche digitali e transfrontaliere), 6 (Conservazione del patrimonio culturale), 7 (Disposizioni comuni), 8 (Utilizzo di opere fuori commercio e di altri materiali da parte di istituti di tutela del patrimonio culturale), paragrafo 2, 14 (Opere delle arti visive di dominio pubblico) della direttiva (UE) 2019/790 in modo che agli utenti siano assicurate le più estese libertà possibili; sfruttare pienamente il margine di manovra concesso dall’articolo 25 (Relazione con eccezioni e limitazioni previste da altre direttive) della direttiva 2019/790 che consente agli Stati membri di adottare o mantenere in vigore disposizioni più ampie, compatibili con le eccezioni e limitazioni di cui alle direttive 96/9/CE e 2001/29/CE, per gli utilizzi o gli ambiti oggetto delle eccezioni o delle limitazioni di cui alla stessa direttiva (UE) 2019/790. In questa prospettiva, si allegano – v. allegato A) – a questo testo alcune proposte, evidenziate in giallo, di modifica all’art. 9 del DDL in discussione”.

AISA scrive al Presidedente della Repubblica

L’Associazione Italiana per la promozione della Scienza Aperta (AISA) su Open Science ed emergenza COVID-19: occorre riformare le leggi sui diritti di proprietà intellettuale e il sistema di valutazione della ricerca e dell’università. Serve ora e per il futuro.

Maggiori informazioni qui: https://aisa.sp.unipi.it/scienza-aperta-e-valutazione-della-ricerca-in-tempi-di-crisi-aisa-scrive-al-presidente-della-repubblica/