Teaching IP through the problem-based approach in the age of generative AI

Roberto Caso, Elia Frinzi

– 02-03.10.2026, con Elia Frinzi, Teaching IP through the problem-based approach in the age of generative AI, EIPTN 2026 Worldwide Annual Conference, Athens Kapodistrian and National University, Greece

Program

Presentation

Abstract

Teachers who use the problem-based approach to teach Intellectual Property (IP) Law face two challenges:

a) distinguishing between outputs generated by Artificial Intelligence (AI) and those resulting from human learning;

b) teaching students that the use of generative AI within the course must first address the question of who produces and distributes generative AI software, as well as the potential and, above all, the limitations in formulating and resolving legal problems drawn from IP cases.

The first challenge can be addressed by complementing the production of written assignments with extensive oral discussions based on the maieutic method.

The second challenge can be addressed by encouraging students to ask themselves who governs generative AI and by carrying out exercises based on a comparison between problems and solutions formulated by people and those formulated by various generative AI software programmes.

References

Chi sono i pirati? L’Open Access alla letteratura scientifica e la disobbedienza civile

Roberto Caso, 28 Settembre 2026

R. Caso, Chi sono i pirati? L’Open Access alla letteratura scientifica e la disobbedienza civile, Leggere è libertà. Difenderla è coraggio, Bibliopride 2026, Università del Salento – Biblioteca di Scienze Giuridiche, 28.09.2025

Letture:

A. Swartz, Guerilla Open Access Manifesto, July 2008, Eremo, Italy

Letture (solo apparentemente) scollegate:

AISA, Autistici/Inventati, o del dispotismo occidentale, 08.09.2026

Alberto (Abo) Di Monte, Il nemico è la rete che non ti spia. Storia dell’attacco USA contro Autistici/Inventati, 02.09.2026

Visioni:

The Internet’s Own Boy: The Story of Aaron Swartz, by Brian Knappenberger, 2014

Assassinio all’università: il mistero dei brevetti accademici e della terza missione

Versione 2.0 – 14.09.2026


AISA, XI convegno annuale – Scienza aperta o valutazione di stato? – Università di Pisa, Dipartimento di Scienze politiche, Aula magna, 12-13 Novembre 2026

Roberto Caso (Università del Salento), Assassinio all’università: il mistero dei brevetti accademici e della terza missione

Abstract

Chi ha ucciso la libertà accademica e i beni comuni della conoscenza nell’università (cosmopolita)? Tra i principali indiziati figura la proprietà intellettuale. In questa indagine ci si metterà sulle tracce di una particolare forma di proprietà intellettuale: i brevetti accademici. Che i brevetti universitari strozzino la libertà e i beni comuni della conoscenza è un dato talmente scontato da essere riscontrato, a contrario, dalle giustificazioni di chi – come l’Istituto Mario Negri – ha scelto di rinunciare alla proprietà intellettuale. Meno scontato è il movente dell’assassinio. Perché distorcere la scienza aperta e libera in nome dei brevetti accademici? Non per arricchire economicamente l’università, visti i costi diretti e soprattutto indiretti della gestione brevettuale. “Per stimolare l’innovazione attraverso la nascita di start-up”, recita un mantra ricorrente nelle narrazioni che celebrano le magnifiche sorti e progressive del trasferimento tecnologico dall’università al mercato, divenuto uno dei cardini della terza missione. Eppure anche questo movente sembra, ad un’analisi più attenta, alquanto implausibile. L’obiettivo di stimolare l’innovazione tecnologica andrebbe esplorato ponendosi altre fondamentali domande. Prima tra tutte: l’innovazione tecnologica a favore di chi? Più esplicitamente e domesticamente: i brevetti delle università italiane avvantaggiano il sistema-Paese? Nel tentare di mettersi sulle tracce del sospetto omicida, questo intervento evidenzierà come i brevetti universitari non solo tradiscano la funzione di promozione della scienza libera e aperta, ma siano altresì intrinsecamente legati a un’economia di guerre commerciali e guerre in senso stretto. Lo dimostrano le motivazioni politiche e alcuni meccanismi giuridici del Bayh-Dole Act statunitense del 1980, riportati in auge dall’amministrazione Trump. Non è che il vero movente dei brevetti universitari sta nel garantire la supremazia dei monopoli intellettuali di vecchi e nuovi imperi in guerra? Se questo fosse il vero movente, l’idea di misurare nella valutazione amministrativa di Stato (nazionalistica) i brevetti accademici, sotto la categoria altisonante della terza missione, non sarebbe solo insensata, ma anche tragicamente ridicola.

Riferimenti ai link dell’abstract

AISA, Per un vaccino libero e aperto

R. Caso, La proprietà intellettuale è un’arma, 18.08.2025

J.L. Contreras, Chapter 14: Academic Technology Transfer (January 1, 2021). Jorge L. Contreras, Intellectual Property Licensing and Transactions: Theory and Practice (ver. 0.9, Cambridge Univ. Press, 2021, Forthcoming), Available at SSRN: https://ssrn.com/abstract=3772916

Istituto di Ricerche Farmacologico Mario Negri IRCSS, Perché non brevettiamo le nostre ricerche

NetVal Network per la Valorizzazione della Ricerca, XX Rapporto NetVal – Un’occasione persa?, 2025

U. Pagano, Monopolio intellettuale e segreto militare, Menabò -Eticaeconomia, 14.01.2023

C.J. Ryan Jr. W.M. Schuster, B.L. Frye, The Hidden Cost of University Patents, 2023

D. Traficonte, Property and Power on the Endless Frontier (August 9, 2021). Available at SSRN: https://ssrn.com/abstract=3901914 or http://dx.doi.org/10.2139/ssrn.3901914

D.J. Trump, World Intellectual Property Day, 2025, Whitehouse.gov, 26.04.2025

Altri riferimenti

A. Costa, Il lato oscuro delle acquisizioni, 03.04.2026

R. De Nicola, L. Carra (a cura di), Ricerca e democrazia nell’epoca delle Big Tech, Gruppo 2003 per la ricerca scienfifica, 2026

V. Denicolò, M. Polo, Acquisitions, innovation and the entrenchment of monopoly, 2024

T. Woodson, Is It Time to Say Bye-Bye to Bayh-Dole?, Issues in Science and Tecnology, Summer 2026

V. anche

R. Caso, Proprietà intellettuale e scienza aperta nelle politiche dell’Unione Europea su ricerca e innovazione. Quale ruolo per il settore pubblico e l’università?, Trento LawTech Research Paper, n. 60 (2024)

R. Caso, La valutazione autoritaria e la privatizzazione della conoscenza contro la scienza aperta, Trento LawTech Research Paper nr. 52, 2022, in AA.VV. “Perché la valutazione ha fallito. Per una nuova Università pubblica“, Morlacchi editore, 2023, 17-39

R. Caso, Open Data, ricerca scientifica e privatizzazione della conoscenza, Trento LawTech Research Paper nr. 48, 2022, in Diritto dell’informazione e dell’informatica, 4/5 2022, 815-836

R. Caso, Pandemia e vaccini. L’irrisolvibile antagonismo tra scienza aperta e proprietà intellettuale, versione 2.0, 23 maggio 2021,  Trento LawTech Research Paper series nr. 44, in Rivista critica del diritto privato, con il titolo Pandemia e vaccini: scienza aperta o proprietà intellettuale?, nr. 2/2021, 267-286

R. Caso, La commercializzazione della ricerca scientifica pubblica: regole e incentivi, in R. Caso (cur.), Ricerca scientifica pubblica, trasferimento tecnologico e proprietà intellettuale, Il Mulino, Bologna, 2005, 9

L’impero colpisce ancora

12.06.2026

– 12.06.2026, “L’impero colpisce ancora: monopoli intellettuali e IA alla conquista dell’Open Science“, nell’ambito del webinar “Ricerca open access e intelligenza artificiale. A chi appartiene il lavoro cognitivo?“, h 15.00-17.00

Locandina disponibile qui

Presentazione disponibile qui

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Riferimenti bibliografici:

R. Caso (2025), La società della mercificazione e della sorveglianza: dalla persona ai dati. Casi e problemi di diritto privato comparato. Seconda Edizione, Milano, Ledizioni, 2025, CAPITOLO 22. L’Open Access e il diritto morale di liberare i testi scientifici

R. Caso (2026), Monopoli farmaceutici e pseudo-proprietà intellettuale: l’esclusiva dei dati clinici nel diritto dell’Unione Europea, in corso di pubblicazione, preprint, versione 19.11.2025, Zenodo: https://zenodo.org/records/17698747

R. Caso (2025), Contro i monopoli intellettuali dell’agricoltura di precisione: dal diritto alla riparazione al ritorno della proprietà (preprint), in Rivista Critica del Diritto Privato, 4/2025, 531-553

R. Caso (2024), Proprietà intellettuale e scienza aperta nelle politiche dell’Unione Europea su ricerca e innovazione. Quale ruolo per il settore pubblico e l’università?, Trento LawTech Research Paper, n. 60 (2024)

R. Caso (2023), Il diritto umano alla scienza e il diritto morale di aprire le pubblicazioni scientifiche. Open Access, “secondary publication right” ed eccezioni e limitazioni al diritto d’autore, Trento LawTech Research Paper n. 56, 2023, in Rivista italiana di informatica e diritto 1/2023

R. Caso (2022), Open Data, ricerca scientifica e privatizzazione della conoscenza, Trento LawTech Research Paper nr. 48, 2022, in Diritto dell’informazione e dell’informatica, 4/5 2022, 815-836

R. Caso (2022), La valutazione autoritaria e la privatizzazione della conoscenza contro la scienza aperta, Trento LawTech Research Paper nr. 52, 2022, in AA.VV. “Perché la valutazione ha fallito. Per una nuova Università pubblica“, Morlacchi editore, 2023, 17-39

R. Caso (2022), Proprietà intellettuale, AISA, Dizionario della scienza aperta, 26 agosto 2022

R. Caso (2022), Diritto di ripubblicazione, AISA Dizionario della Scienza Aperta, 04.06.2022

R. Caso (2020), La rivoluzione incompiuta. La scienza aperta tra diritto d’autore e proprietà intellettuale, Milano, Ledizioni, 2020 https://zenodo.org/record/3588071#.ZAx6HrTMK3J









Un mostro giuridico a piede libero

Napoli, 09.06.2026

https://it.wikipedia.org/wiki/Frankenstein_nella_cinematografia#/media/File:Frankenstein’s_monster_(Boris_Karloff).jpg

– 09.06.2026, “Il diritto all’immagine del bene culturale: un mostro giuridico a piede libero”, nell’ambito del convegno”, nell’ambito del convegno Dati, Pubblico Dominio e Open Access. Avanzamenti della ricerca e istanze di tutela“, Wikimedia, Accademia delle belle arti, Napoli

Locandina disponibile qui

Link per seguire l’evento da remoto qui

Presentazione disponibile qui

Riferimenti

R. Caso, La società della mercificazione e della sorveglianza: dalla persona ai dati. Casi e problemi di diritto privato comparato. Seconda Edizione, Milano, Ledizioni, 2025 – CAPITOLO 23

R. Caso (2024).Il diritto all’immagine del bene culturale nell’epoca del sovranismo (retroattivo): Velásquez, il Duca d’Este e l’aceto balsamico, in Foro it., 2024, I, 3123, preprint disponibile su Zenodo. https://doi.org/10.5281/zenodo.14305763

R. Caso (2024), The Rise of Pseudo-intellectual Property and the End of Public Domain, Roma Tre Law Review – 01/2024, 149-153

R. Caso (2023), Il David, l’Uomo Vitruviano e il diritto all’immagine del bene culturale: verso un’evaporazione del pubblico dominio?, in Foro it., 2023, I, 2283

R. Caso (2023), Michelangelo’s David and cultural heritage images. The Italian pseudo-intellectual property and the end of public domain, Kluwer Copyright Blog, June 15, 2023

Resoconto del convegno «Il regime giuridico dei dati della sperimentazione clinica»

08.06.2026

08.06.2026, Resoconto del convegno «Il regime giuridico dei dati della sperimentazione clinica», svoltosi l’8 maggio 2026 presso il Dipartimento di scienze giuridiche dell’Università del Salento, in Zenodo: https://zenodo.org/records/20729564

A cura delle e degli studenti Serena Greco, Samuele Stefano (Università del Salento, Dipartimento Scienze Giuridiche, Corso di laurea magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza); Diletta Filoni, Giovanna Noia, Martina Quarta, Andrea Schito, Alessandra Vergari (Università del Salento, Dipartimento Studi Umanistici – Comunicazione, Media e Giornalismo, Corso di laurea magistrale in Comunicazione, media digitali e giornalismo)

V. anche la pagina dedicata al convegno qui

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Alla ricerca del diritto perduto

Roma, 15 maggio 2026

15.05.2026, Alla ricerca del diritto perduto nell’epoca dei monopoli intellettuali sorveglianti, PhD Spring School 2026 – Scuola di Dottorato 2026 — Edizione primaverile, Università di Roma – La Sapienza

Riferimenti

– Roberto Caso (2025), La società della mercificazione e della sorveglianza: dalla persona ai dati. Casi e problemi di diritto privato comparato. Seconda Edizione, Milano, Ledizioni, 2025 – Parte IV – Conclusioni

– R. Caso (2026), Monopoli farmaceutici e pseudo-proprietà intellettuale: l’esclusiva dei dati clinici nel diritto dell’Unione Europea, in corso di pubblicazione in G. Bincoletto, R. Caso, P. Guarda, I dati della sperimentazione clinica tra chiusura e apertura della conoscenza scientifica. Filosofia, politica, etica, diritto e prassi, Ledizioni, in corso di pubblicazione, preprint, versione 13.03.2026, Zenodo: https://doi.org/10.5281/zenodo.20155530

– R. Caso (2025), Contro i monopoli intellettuali dell’agricoltura di precisione: dal diritto alla riparazione al ritorno della proprietà (preprint), in Rivista Critica del Diritto Privato, 4/2025, pp. 531-553

– R. Caso (2023), Capitalismo dei monopoli intellettuali, pseudo-proprietà intellettuale e dati nel settore dell’agricoltura di precisione e dello smart farming: note a margine del right to repair, in Rivista di diritto alimentare, Anno XVII, Quaderno n. 1-2023, pp. 36-45, preprint Trento LawTech Research Paper series, n. 57, 2023

– R. Caso, Proprietà intellettuale e scienza aperta nelle politiche dell’Unione Europea su ricerca e innovazione. Quale ruolo per il settore pubblico e l’università?, Trento LawTech Research Paper, n. 60 (2024)

– R. Caso, Pandemia e vaccini: scienza aperta o proprietà intellettuale?, in Rivista critica del diritto privato, nr. 2/2021, 267-286, preperint Pandemia e vaccini. L’irrisolvibile antagonismo tra scienza aperta e proprietà intellettuale, versione 2.0, 23 maggio 2021,  Trento LawTech Research Paper series nr. 44

Capitalismo dei monopoli digitali: sentieri di gloria?

https://en.wikipedia.org/wiki/Paths_of_Glory

13.02.2025

– 13.02.2026, Capitalismo dei monopoli digitali: sentieri di gloria?, Tavola rotonda nell’ambito del 50° anniversario dell’istituzione del liceo “Socrate”, Liceo Socrate, Auditoriumo della sede centrale, Via San Tommaso d’Aquino n. 4 – 70124 – Bari, ore 17.30

Capitalismo dei monopoli digitali: sentieri di gloria?

Prof. Roberto Caso (Università del Salento, Dipartimento di scienze giuridiche)

Presentazione disponibile qui

Abstract

Gli studi del liceo classico costituiscono una straordinaria palestra per allenare il pensiero critico. Chi parla ha frequentato il liceo Socrate di Bari durante gli anni ’80 vivendo una contraddizione che solo oggi appare chiara (e lacerante): da una parte, gli studi classici arricchivano lo strumentario dello spirito critico, dall’altra parte, la società neoliberale prendeva forma e spingeva verso l’individualismo e il disimpegno politico (era la generazione dell’edonismo reaganiano e dei paninari).

Uno dei doni degli studi classici di quegli anni fu lo stimolo a guardare la storia delle guerre in chiave interdisciplinare. Per comprendere le cause della guerra occorre guardare a diversi saperi: la filosofia (intesa anche nel senso di filosofia naturale, cioè di quel che oggi chiamiamo scienza), la letteratura, l’arte, l’economia, il diritto.

Facendo tesoro dell’allenamento all’esercizio del pensiero critico e della prospettiva interdisciplinare, si può oggi tentare di esplorare le connessioni che esistono tra pensiero neoliberale, capitalismo dei monopoli digitali e guerra.

Una letteratura ormai sterminata si interroga sulle cause della crisi delle democrazie liberali. Tra queste cause, figura l’incapacità o la mancanza della volontà di contrastare la concentrazione del potere privato e la contaminazione tra potere pubblico e privato (tema che concerne il conflitto di interessi). Negli ultimi 40 anni abbiamo assistito all’emersione del capitalismo dei monopoli (proprietà) intellettuali. In tutti i settori: agricolo, finanziario, farmaceutico e, soprattutto, digitale.

Siamo tornati a una situazione simile a quella che caratterizzò gli anni precedenti alla Seconda guerra mondiale durante i quali la concentrazione di potere di mercato servì da leva per gli apparati militari-industriali degli Stati totalitari, come la Germania nazista, che si preparavano a muovere guerra.

Oggi però chi muove guerra è un conglomerato di potere pubblico e privato che può far leva su un’arma di devastante potenza: la tecnologia digitale. Si pensi, per fare l’esempio più lampante, alla sorveglianza di massa operata dalle Big Tech.

Nel nuovo quadro geopolitico, l’Europa e l’Unione Europea possono e vogliono provare a difendere la democrazia liberale? A giudicare dalla politica del diritto concernente i monopoli digitali, la risposta è tristemente NO.

Riferimenti

Albanese F.(2025). Dall’economia dell’occupazione all’economia del genocidio, CRS, 01.08.2025

Bhuiyan J. (2025). Documents offer rare insight on Ice’s close relationship with Palantir, The Guardian, 22.09.2025

Caso R. (2025). La società della mercificazione e della sorveglianza: dalla persona ai dati. Casi e problemi di diritto privato comparato. Seconda Edizione, Milano, Ledizioni, 2025, Parte IV – Conclusioni

Crawford K. (2021). Né intelligente né artificiale. Il lato oscuro dell’IA, Bologna, Il Mulino, 2021

Frenkel S., Krolik A. (2026). How ICE Already Knows Who Minneapolis Protesters Are, The New York Times, 31.01.2026

Gallino L. (2015). Come il neoliberalismo arrivò in Italia, intervista a Luciano Gallino di Dario Colombo ed Enrico Gargiulo, jacobintalia.it, 26.03.2022, ripubblica in Labour, 27.03.2022

Internazionale (2026). Ice e Palantir, come l’AI della controversa azienda tech aiuta l’agenzia a mettere in atto la sua brutale repressione, Internazionale, 28.01.2026

Newman M. (2024). Thiel’s Palantir, Israel Agree Strategic Partnership for Battle Tech, Boolmberg, 12.01.2024, Palantir

Pagano U. (2021), Il capitalismo dei monopoli intellettuali, Menabò di Etica ed Economia, 14 dicembre 2021

Pievatolo M. C. (2021), I custodi del sapere, Bollettino telematico di filosofia politica, 2021. https://doi.org/10.5281/zenodo.4897854

Russo L. (2018), Perché la cultura classica. La risposta di un non classicista, Milano, Mondadori, 2018

Tafani D. (2025). Governi privati e intelligenza artificiale. https://doi.org/10.5281/zenodo.15522002

Wu T. (2021). La maledizione dei giganti. Un manifesto per la concorrenza e la democrazia, Bologna, Il Mulino, 2021

Zuboff S. (2019). Il caitalismo della sorveglianza. Il futuro dell’umanità nell’era dei nuovi poveri, Roma, LUISS, 2019

I dati clinici: un bene comune?

12.02.2025

– 12.02.2026, Monopoli farmaceutici e pseudo-proprietà intellettuale: l’esclusiva dei dati clinici nel diritto dell’Unione Europea, GIORNATA DI STUDI “I DATI CLINICI: UN BENE COMUNE?“, PROGETTO PRIN 2022 CLINICAL TRIAL DATA BETWEEN PRIVATIZATION OF KNOWLEDGE AND OPEN SCIENCE (CLIPKOS)

Presentazione

Abstract in italiano

L’articolo si prefigge di ricostruire alcuni argomenti che sono stati mossi da più parti contro l’esclusiva dei dati clinici, una forma di pseudo-proprietà intellettuale riconosciuta alle imprese farmaceutiche che effettuano la sperimentazione clinica al fine di ottenere l’immissione nel commercio del farmaco.

L’esclusiva dei dati clinici ha una finalità anticoncorrenziale, ossia mira a proteggere l’impresa che ha ottenuto l’immissione nel commercio del farmaco dalla concorrenza del produttore del farmaco generico equivalente. Quest’ultimo se volesse a sua volta richiedere l’immissione in commercio del principio attivo del farmaco non potrebbe basarsi sulla sperimentazione clinica già effettuata dall’impresa che ha ottenuto per prima l’autorizzazione all’immissione in commercio, ma dovrebbe ripeterla, con tempi e costi enormi. Di fatto occorre aspettare che il termine dell’esclusiva spiri per procedere all’immissione nel commercio del farmaco generico con il principio attivo già testato.

Gli argomenti mossi contro l’esclusiva dei dati clinici servono da leva per un’analisi critica del diritto dell’Unione Europea.

Abstract in English

The article aims to illustrate some of the arguments that have been raised by various parties against the clinical trials data exclusivity, a form of pseudo-intellectual property granted to pharmaceutical companies that conduct clinical trials in order to obtain marketing authorization for a drug.

The data exclusivity has an anti-competitive purpose, i.e., it aims to protect the company that has obtained marketing authorization for the drug from competition from the manufacturer of the equivalent generic drug. If the latter wished to apply for marketing authorization for the active ingredient of the drug, it could not rely on the clinical trials already carried out by the company that first obtained marketing authorization, but would have to repeat them, at enormous cost and time. As matter of the fact, it is necessary to wait for the exclusivity period to expire before proceeding with the marketing of the generic drug with the already tested active ingredient.

The arguments against the exclusivity of clinical data serve as leverage for a critical analysis of European Union law.

Stranger things: mostri giuridici contro la scienza aperta

Siena, 26.01.2026

– 26.01.2026, Stranger things: mostri giuridici contro la scienza aperta. Dalla proprietà intellettuale alla pseudo-proprietà intellettuale, DIBATTITO CRITICO:
Analisi delle dinamiche editoriali e dei loro impatti sulla ricerca
, Associazione Dottorandi e Dottori di Ricerca in Italia (ADI), Siena 26.01.2026

Slide disponibili qui, in versione inglese qui.

AI, privacy e deontologia giornalistica

23.01.2026

23.01.2026, AI, privacy e deontologia giornalistica, FIGILo Festival dell’informazione giornalistica locale, “AI, privacy e deontologia giornalistica”, Lecce

Letture:

  • Codice deontologico giornalisti (giugno 2025), art. 19 Intelligenza artificiale

1. Fermo restando l’uso consapevole delle nuove tecnologie, l’intelligenza artificiale non può in alcun modo sostituire l’attività giornalistica.

2. Quando si avvale del contributo dell’intelligenza artificiale, la/il giornalista:

a) ne rende esplicito l’utilizzo nella produzione e nella modifica di testi, immagini e sonori, di cui assume comunque la responsabilità e il controllo, specificando il tipo di contributo;

b) verifica fonti e veridicità dei dati e delle informazioni utilizzati.

3. In nessun caso il ricorso all’intelligenza artificiale può considerarsi esimente in tema di obblighi deontologici.

  • Regolamento (UE) 2024/1689 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 giugno 2024, che stabilisce regole armonizzate sull’intelligenza artificiale e modifica i regolamenti (CE) n, 300/2008, (UE) n, 167/2013, (UE) n, 168/2013, (UE) 2018/858, (UE) 2018/1139 e (UE) 2019/2144 e le direttive 2014/90/UE, (UE) 2016/797 e (UE) 2020/1828 (regolamento sull’intelligenza artificiale)Testo rilevante ai fini del SEE.
  • Regolamento (UE) 2024/1689 (intelligenza artifciale) AI Act, art. 50 par. 4

4. I deployer di un sistema di IA che genera o manipola immagini o contenuti audio o video che costituiscono un «deep fake» rendono noto che il contenuto è stato generato o manipolato artificialmente. […]

I deployer di un sistema di IA che genera o manipola testo pubblicato allo scopo di informare il pubblico su questioni di interesse pubblico rendono noto che il testo è stato generato o manipolato artificialmente. Tale obbligo non si applica […] se il contenuto generato dall’IA è stato sottoposto a un processo di revisione umana o di controllo editoriale e una persona fisica o giuridica detiene la responsabilità editoriale della pubblicazione del contenuto.

  • Regolamento (UE) 2024/1083 libertà dei media, art. 18

Contenuti di fornitori di servizi di media su piattaforme online di dimensioni molto grandi

1. I fornitori di piattaforme online di dimensioni molto grandi forniscono una funzionalità che consente ai destinatari dei loro servizi di:

e) dichiarare che non forniscono contenuti generati da sistemi di intelligenza artificiale senza sottoporre tali contenuti al riesame umano e al controllo editoriale […].

Qui rido io…

09.10.2025

“‘Qui rido io’: the Italian right to parody and copyright”, La propriété intellectuelle a-t-elle le sens de l’humour ? L’exception de parodie, pastiche et caricature en droit français (et au-delà), Université Paris 1 Panthéon-Sorbonne, 17 rue de la Sorbonne, 75005 Paris, amphithéâtre Liard

Presentation

‘Qui rido io’: the Italian right to parody and copyright

Abstract

The legal problem underlying the conflict between parody and copyright does not necessarily have to be formulated in terms of an exception to the exclusive right, but can be framed in light of the originality of the work of authorship. In other words, parody usually constitutes an autonomous original work. To offer arguments in favor of this thesis, I will briefly analyze the evolution of the right to parody in Italy with particular attention to case law: from the landmark case D’Annunzio v. Scarpetta (1908) to the recent developments influenced by EU law and ECJ.

The right to parody has proven capable of resisting, in completely different constitutional and regulatory contexts, even the uncontrolled expansion of intellectual property. However, the Italian experience shows that in order to preserve the right to parody, it is necessary to be aware of the alternatives that exist in the formulation and resolution of legal problems. From this perspective, the Italian experience represents a model to be taken into consideration in other legal systems (e.g. France) where the legal problem of the conflict between parody and copyright tends to be formulated in terms of exceptions to exclusive rights.

Abstract in italiano

Il problema giuridico alla base del conflitto tra parodia e diritto d’autore non deve necessariamente essere formulato in termini di eccezione al diritto esclusivo, ma può essere inquadrato alla luce dell’originalità dell’opera d’autore. In altre parole, la parodia costituisce solitamente un’opera originale autonoma. Per offrire argomenti a favore di questa tesi, analizzerò brevemente l’evoluzione del diritto alla parodia in Italia con particolare attenzione alla giurisprudenza: dal caso storico D’Annunzio contro Scarpetta (1908) ai recenti sviluppi influenzati dal diritto dell’Unione Europea e dalla Corte di Giustizia Europea.

Il diritto alla parodia si è dimostrato in grado di resistere, in contesti costituzionali e normativi completamente diversi, anche all’espansione incontrollata della proprietà intellettuale. Tuttavia, l’esperienza italiana dimostra che per preservare il diritto di parodia è necessario essere consapevoli delle alternative esistenti nella formulazione e nella risoluzione dei problemi giuridici. Da questo punto di vista, l’esperienza italiana rappresenta un modello da prendere in considerazione in altri ordinamenti giuridici (ad esempio in Francia) dove il problema giuridico del conflitto tra parodia e diritto d’autore tende ad essere formulato in termini di eccezioni ai diritti esclusivi.