Capitalismo dei monopoli digitali: sentieri di gloria?

13.02.2025

– 13.02.2026, Capitalismo dei monopoli digitali: sentieri di gloria?, Tavola rotonda nell’ambito del 50° anniversario dell’istituzione del liceo “Socrate”, Liceo Socrate, Auditoriumo della sede centrale, Via San Tommaso d’Aquino n. 4 – 70124 – Bari, ore 17.30

Capitalismo dei monopoli digitali: sentieri di gloria?

Prof. Roberto Caso (Università del Salento, Dipartimento di scienze giuridiche)

Abstract

Gli studi del liceo classico costituiscono una straordinaria palestra per allenare il pensiero critico. Chi parla ha frequentato il liceo Socrate di Bari durante gli anni ’80 vivendo una contraddizione che solo oggi appare chiara (e lacerante): da una parte, gli studi classici arricchivano lo strumentario dello spirito critico, dall’altra parte, la società neoliberale prendeva forma e spingeva verso l’individualismo e il disimpegno politico (era la generazione dell’edonismo reaganiano e dei paninari).

Uno dei doni degli studi classici di quegli anni fu lo stimolo a guardare la storia delle guerre in chiave interdisciplinare. Per comprendere le cause della guerra occorre guardare a diversi saperi: la filosofia (intesa anche nel senso di filosofia naturale, cioè di quel che oggi chiamiamo scienza), la letteratura, l’arte, l’economia, il diritto.

Facendo tesoro dell’allenamento all’esercizio del pensiero critico e della prospettiva interdisciplinare, si può oggi tentare di esplorare le connessioni che esistono tra pensiero neoliberale, capitalismo dei monopoli digitali e guerra.

Una letteratura ormai sterminata si interroga sulle cause della crisi delle democrazie liberali. Tra queste cause, figura l’incapacità o la mancanza della volontà di contrastare la concentrazione del potere privato e la contaminazione tra potere pubblico e privato (tema che concerne il conflitto di interessi). Negli ultimi 40 anni abbiamo assistito all’emersione del capitalismo dei monopoli (proprietà) intellettuali. In tutti i settori: agricolo, finanziario, farmaceutico e, soprattutto, digitale.

Siamo tornati a una situazione simile a quella che caratterizzò gli anni precedenti alla Seconda guerra mondiale durante i quali la concentrazione di potere di mercato servì da leva per gli apparati militari-industriali degli Stati totalitari, come la Germania nazista, che si preparavano a muovere guerra.

Oggi però chi muove guerra è un conglomerato di potere pubblico e privato che può far leva su un’arma di devastante potenza: la tecnologia digitale. Si pensi, per fare l’esempio più lampante, alla sorveglianza di massa operata dalle Big Tech.

Nel nuovo quadro geopolitico, l’Europa e l’Unione Europea possono e vogliono provare a difendere la democrazia liberale? A giudicare dalla politica del diritto concernente i monopoli digitali, la risposta è tristemente NO.

https://en.wikipedia.org/wiki/Paths_of_Glory

I dati clinici: un bene comune?

12.02.2025

– 12.02.2026, Monopoli farmaceutici e pseudo-proprietà intellettuale: l’esclusiva dei dati clinici nel diritto dell’Unione Europea, GIORNATA DI STUDI “I DATI CLINICI: UN BENE COMUNE?“, PROGETTO PRIN 2022 CLINICAL TRIAL DATA BETWEEN PRIVATIZATION OF KNOWLEDGE AND OPEN SCIENCE (CLIPKOS)

Abstract in italiano

L’articolo si prefigge di ricostruire alcuni argomenti che sono stati mossi da più parti contro l’esclusiva dei dati clinici, una forma di pseudo-proprietà intellettuale riconosciuta alle imprese farmaceutiche che effettuano la sperimentazione clinica al fine di ottenere l’immissione nel commercio del farmaco.

L’esclusiva dei dati clinici ha una finalità anticoncorrenziale, ossia mira a proteggere l’impresa che ha ottenuto l’immissione nel commercio del farmaco dalla concorrenza del produttore del farmaco generico equivalente. Quest’ultimo se volesse a sua volta richiedere l’immissione in commercio del principio attivo del farmaco non potrebbe basarsi sulla sperimentazione clinica già effettuata dall’impresa che ha ottenuto per prima l’autorizzazione all’immissione in commercio, ma dovrebbe ripeterla, con tempi e costi enormi. Di fatto occorre aspettare che il termine dell’esclusiva spiri per procedere all’immissione nel commercio del farmaco generico con il principio attivo già testato.

Gli argomenti mossi contro l’esclusiva dei dati clinici servono da leva per un’analisi critica del diritto dell’Unione Europea.

Abstract in English

The article aims to illustrate some of the arguments that have been raised by various parties against the clinical trials data exclusivity, a form of pseudo-intellectual property granted to pharmaceutical companies that conduct clinical trials in order to obtain marketing authorization for a drug.

The data exclusivity has an anti-competitive purpose, i.e., it aims to protect the company that has obtained marketing authorization for the drug from competition from the manufacturer of the equivalent generic drug. If the latter wished to apply for marketing authorization for the active ingredient of the drug, it could not rely on the clinical trials already carried out by the company that first obtained marketing authorization, but would have to repeat them, at enormous cost and time. As matter of the fact, it is necessary to wait for the exclusivity period to expire before proceeding with the marketing of the generic drug with the already tested active ingredient.

The arguments against the exclusivity of clinical data serve as leverage for a critical analysis of European Union law.

Stranger things: mostri giuridici contro la scienza aperta

Siena, 26.01.2026

– 26.01.2026, Stranger things: mostri giuridici contro la scienza aperta. Dalla proprietà intellettuale alla pseudo-proprietà intellettuale, DIBATTITO CRITICO:
Analisi delle dinamiche editoriali e dei loro impatti sulla ricerca
, Associazione Dottorandi e Dottori di Ricerca in Italia (ADI), Siena 26.01.2026

Slide disponibili qui, in versione inglese qui.

AI, privacy e deontologia giornalistica

23.01.2026

23.01.2026, AI, privacy e deontologia giornalistica, FIGILo Festival dell’informazione giornalistica locale, “AI, privacy e deontologia giornalistica”, Lecce

Letture:

  • Codice deontologico giornalisti (giugno 2025), art. 19 Intelligenza artificiale

1. Fermo restando l’uso consapevole delle nuove tecnologie, l’intelligenza artificiale non può in alcun modo sostituire l’attività giornalistica.

2. Quando si avvale del contributo dell’intelligenza artificiale, la/il giornalista:

a) ne rende esplicito l’utilizzo nella produzione e nella modifica di testi, immagini e sonori, di cui assume comunque la responsabilità e il controllo, specificando il tipo di contributo;

b) verifica fonti e veridicità dei dati e delle informazioni utilizzati.

3. In nessun caso il ricorso all’intelligenza artificiale può considerarsi esimente in tema di obblighi deontologici.

  • Regolamento (UE) 2024/1689 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 giugno 2024, che stabilisce regole armonizzate sull’intelligenza artificiale e modifica i regolamenti (CE) n, 300/2008, (UE) n, 167/2013, (UE) n, 168/2013, (UE) 2018/858, (UE) 2018/1139 e (UE) 2019/2144 e le direttive 2014/90/UE, (UE) 2016/797 e (UE) 2020/1828 (regolamento sull’intelligenza artificiale)Testo rilevante ai fini del SEE.
  • Regolamento (UE) 2024/1689 (intelligenza artifciale) AI Act, art. 50 par. 4

4. I deployer di un sistema di IA che genera o manipola immagini o contenuti audio o video che costituiscono un «deep fake» rendono noto che il contenuto è stato generato o manipolato artificialmente. […]

I deployer di un sistema di IA che genera o manipola testo pubblicato allo scopo di informare il pubblico su questioni di interesse pubblico rendono noto che il testo è stato generato o manipolato artificialmente. Tale obbligo non si applica […] se il contenuto generato dall’IA è stato sottoposto a un processo di revisione umana o di controllo editoriale e una persona fisica o giuridica detiene la responsabilità editoriale della pubblicazione del contenuto.

  • Regolamento (UE) 2024/1083 libertà dei media, art. 18

Contenuti di fornitori di servizi di media su piattaforme online di dimensioni molto grandi

1. I fornitori di piattaforme online di dimensioni molto grandi forniscono una funzionalità che consente ai destinatari dei loro servizi di:

e) dichiarare che non forniscono contenuti generati da sistemi di intelligenza artificiale senza sottoporre tali contenuti al riesame umano e al controllo editoriale […].

Qui rido io…

09.10.2025

“‘Qui rido io’: the Italian right to parody and copyright”, La propriété intellectuelle a-t-elle le sens de l’humour ? L’exception de parodie, pastiche et caricature en droit français (et au-delà), Université Paris 1 Panthéon-Sorbonne, 17 rue de la Sorbonne, 75005 Paris, amphithéâtre Liard

Presentation

‘Qui rido io’: the Italian right to parody and copyright

Abstract

The legal problem underlying the conflict between parody and copyright does not necessarily have to be formulated in terms of an exception to the exclusive right, but can be framed in light of the originality of the work of authorship. In other words, parody usually constitutes an autonomous original work. To offer arguments in favor of this thesis, I will briefly analyze the evolution of the right to parody in Italy with particular attention to case law: from the landmark case D’Annunzio v. Scarpetta (1908) to the recent developments influenced by EU law and ECJ.

The right to parody has proven capable of resisting, in completely different constitutional and regulatory contexts, even the uncontrolled expansion of intellectual property. However, the Italian experience shows that in order to preserve the right to parody, it is necessary to be aware of the alternatives that exist in the formulation and resolution of legal problems. From this perspective, the Italian experience represents a model to be taken into consideration in other legal systems (e.g. France) where the legal problem of the conflict between parody and copyright tends to be formulated in terms of exceptions to exclusive rights.

Abstract in italiano

Il problema giuridico alla base del conflitto tra parodia e diritto d’autore non deve necessariamente essere formulato in termini di eccezione al diritto esclusivo, ma può essere inquadrato alla luce dell’originalità dell’opera d’autore. In altre parole, la parodia costituisce solitamente un’opera originale autonoma. Per offrire argomenti a favore di questa tesi, analizzerò brevemente l’evoluzione del diritto alla parodia in Italia con particolare attenzione alla giurisprudenza: dal caso storico D’Annunzio contro Scarpetta (1908) ai recenti sviluppi influenzati dal diritto dell’Unione Europea e dalla Corte di Giustizia Europea.

Il diritto alla parodia si è dimostrato in grado di resistere, in contesti costituzionali e normativi completamente diversi, anche all’espansione incontrollata della proprietà intellettuale. Tuttavia, l’esperienza italiana dimostra che per preservare il diritto di parodia è necessario essere consapevoli delle alternative esistenti nella formulazione e nella risoluzione dei problemi giuridici. Da questo punto di vista, l’esperienza italiana rappresenta un modello da prendere in considerazione in altri ordinamenti giuridici (ad esempio in Francia) dove il problema giuridico del conflitto tra parodia e diritto d’autore tende ad essere formulato in termini di eccezioni ai diritti esclusivi.

Accesso chiuso vs accesso aperto in ambito zoologico e antropologico

19.09.2025

https://www.uomodialtamura.it/go/16/l-uomo-di-altamura.aspx

Appunti [poco ordinati] per il Simposio: museologia e comunicazione del congresso dell’ASSOCIAZIONE ANTROPOLOGICA ITALIANA e dell’UNIONE ZOOLOGICA ITALIANA, Cagliari 16-19 settembre 2025

  1. Accesso chiuso vs accesso aperto. Ovunque nel mondo si confrontano accesso chiuso vs accesso aperto. La disciplina giuridica è complicata dal fatto che i diritti sono territoriali (l’armonizzazione è solo parziale), si intersecano diverse tipologie di norme (di diritto privato e pubblico) e si moltiplicano le fonti normative di diverso livello (trattati internazionali, costituzioni, leggi, regolamenti di diversa natura, policy istituzionali e licenze contrattuali).
  2. Il governo italiano verso l’accesso chiuso. Con riferimento ai beni culturali in pubblico dominio (privi di diritto d’autore), In Italia, mentre ci si muoveva verso l’accesso aperto, negli ultimi anni c’è una rinnovata tendenza (in particolare, dal 2022) a spingere verso l’accesso chiuso sulla base degli art. 107 e 108 del Codice dei beni culturali (d.lgs. 42/2004). Il bersaglio, in linea teorica, sarebbe la riproduzione e l’uso per finalità di lucro. Secondo i fautori dell’accesso chiuso, lo Stato avrebbe un potere di controllo esclusivo non solo sulle riproduzioni in loco, ma anche sulle riproduzioni delle riproduzioni (riproduzioni indirette: ad es., la riproduzione dell’immagine del bene pubblicata su Wikipedia). Tale potere è duplice: potere di valutare la compatibilità dell’uso con il carattere storico-artistico del bene e potere di chiedere un corrispettivo/canone in denaro. La ragione di questa spinta verso l’accesso chiuso starebbe nella prospettiva di ottenere denaro (redditività del patrimonio culturale) da reinvestire nella gestione dei beni secondo un modello giuridico che proviene dalla Francia. Tale prospettiva appare ancor più sorprendente rispetto ai beni culturali in ambito antropologico e zoologico. Si pensi ai reperti paleontologici: v. il caso della ricostruzione in 3D del cranio dell’Uomo di Altamura (Cass. civ., sez. VI, ord., 23 aprile 2013 n. 9757, in Foro it., 2013, I, 2846).
  3. Argomenti contro l’accesso chiuso. Muovono contro l’accesso chiuso diversi argomenti. I principali sono i seguenti. (1) L’accesso chiuso è contro la democratizzazione della fruizione della conoscenza e la scienza aperta. Il preteso contrasto alla commercializzazione della cultura si scontra con la difficoltà di distinguere attività con finalità di lucro con attività con finalità culturali nonché con la contraddizione della politica statale di accesso chiuso (da una parte, si dice di voler contrastare o governare la commercializzazione da parte dei privati; dall’altra è lo stesso Stato a commercializzare: ad. es., attraverso canoni e corrispettivi per la riproduzione e le campagne pubblicitarie per la promozione turistica come Open to Meraviglia). Un potere censorio in capo allo Stato è estremamente rischioso, soprattutto in questo momento storico. A fare le spese dell’accesso chiuso è, prima tra tutte, l’attività di ricerca scientifica e insegnamento. (2) Il pretesto guadagno è inferiore ai costi di gestione del controllo esclusivo (v. Corte dei conti e dottrina: Massimo Fantini in Manacorda e Modolo 2023). L’idea dell’accesso chiuso gestito da Stati a sovranità nazionale territoriale (3) contrasta con l’idea del patrimonio culturale dell’umanità (v. il caso del ritratto del duca Francesco I d’Este dipinto da Velasquez ) nonché con la scarsa propensione di altri Stati a cedere sovranità (v. il caso Ministero della Cultura c. Ravensburger e in particolare Oberlandesgerichts (OLG) Stuttgart entschieden: Urt. v. 11.06.2025, Az. 4 U 136/24): https://www.lto.de/recht/nachrichten/n/oberlandesgericht-stuttgart-4u136/24-da-vinci-puzzle). La volontà di difendere a tutti i costi l’accesso chiuso crea confusione giuridica che provoca, a sua volta, (4) danni sistemici (il diritto all’immagine del bene culturale e la pseudo-proprietà intellettuale). L’effettività della (5) tutela dell’accesso chiuso è velleitaria (si pensi a una riproduzione effettuata dall’altra parte del mondo o alle innumerevoli riproduzioni che si possono trovare nelle bancarelle delle città come Roma, Firenze e Venezia).

Conclusioni. Come se ne esce?

a) Riformando la legge: cancellando, nell’art. 108 del Codice dei beni culturali, la restrizione relativa alla finalità di lucro per le riproduzioni fatte autonomamente e per gli usi conseguenti; rispetto alle riproduzioni effettuate dagli istituti culturali chiarendo che il potere di chiedere corrispettivi e canoni è in capo all’autonomia dell’istituto;

b) ricostruendo per via interpretativa un principio generale di pubblico dominio (inteso come spazio giuridico libero da qualsiasi forma di controllo esclusivo);

c) praticando l’Open Access.

Riferimenti:

R. Caso, Capitolo 23. Il diritto all’immagine del bene culturale e la
pseudo-proprietà intellettuale, in R. Caso, La società della mercificazione e della sorveglianza: dalla persona ai dati. Casi e problemi di diritto privato comparato. Seconda Edizione, Milano, Ledizioni, 2025, 345-357

R. Caso (2024). Il diritto all’immagine del bene culturale nell’epoca del sovranismo (retroattivo): Velásquez, il Duca d’Este e l’aceto balsamico, in Foro italiano, 2024, I, 3123, preprint disponibile su Zenodo. https://doi.org/10.5281/zenodo.14305763

R. Caso, Preface, in G. Dore, M. Arisi (eds.), (2024). Open Up Museums! Prospects and Challenges of Accessibility, Diversity and Inclusion. Zenodo. https://doi.org/10.5281/zenodo.14281624

R. Caso, The Rise of Pseudo-intellectual Property and the End of Public Domain, Roma Tre Law Review – 01/2024, 149-153

R. Caso, La liberalizzazione delle immagini è in stato confusionale, Il Giornale dell’Arte, 30.04.2024

R. Caso, Patrimonio culturale di pubblico dominio (riproduzione del), in AISA, Dizionario della scienza aperta, 10.02.2024, Zenodo

R. Caso, A margine del volume “Le immagini del patrimonio culturale. Un’eredità condivisa?” a cura di Daniele Manacorda e Mirco Modolo, Pacini Editore, 2023, 01.02.2024, Zenodo

Quali politiche per la riproduzione dei beni culturali? Intervento di Roberto Caso, in Finistre sull’Arte, dic gen feb 2023-2024

R. Caso, Michelangelo’s David and cultural heritage images. The Italian pseudo-intellectual property and the end of public domain, Kluwer Copyright Blog, June 15, 2023

R. Caso, Il David, l’Uomo Vitruviano e il diritto all’immagine del bene culturale: verso un’evaporazione del pubblico dominio?, in Foro it., 2023, I, 2283

I brevetti e la proprietà intellettuale nell’Open Science

27.06.2025

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27.06.2025, R. Caso, I brevetti e la proprietà intellettuale nell’Open Science, nell’ambito del corso Competenze trasversali. L’Open Science il significato e le potenzialità nella ricerca, Università degli Studi di Bari Aldo Moro, Auletta III piano, Dipartimento di Bioscienze, Biotecnologie ed Ambiente, Campus Universitario, disponibile su Zenodo: https://zenodo.org/records/15731307

Abstract

La lezione ha lo scopo di instaurare un dialogo tra docente e partecipanti al corso sull’intersezione tra proprietà intellettuale e Open Science. In particolare, al centro del ragionamento si pone il problematico rapporto tra brevetti per invenzione e scienza aperta.

Nella prima parte si descrivono brevemente alcuni fondamenti teorici della proprietà intellettuale e l’espansione delle normative di tutela dei diritti di esclusiva. L’espansione della tutela ha condotto la proprietà intellettuale ad essere una delle principali leve di concentrazione del potere privato (monopolio intellettuale). Il capitalismo dei monopoli intellettuali pone problemi non solo economici ma politici: in particolare, la tenuta delle democrazie liberali rispetto all’ascesa nei nuovi autoritarismi.

Nella seconda parte si illustra più in dettaglio l’espansione della proprietà intellettuale e dei brevetti per invenzione nel campo farmaceutico e biotecnologico e l’emersione della pseudo-proprietà intellettuale (forme anomale di esclusiva che puntano al controllo di informazioni e dati). Si accenna inoltre alle politiche di proprietà intellettuale durante e dopo la pandemia di COVID-19 con particolare riguardo al rapporto tra scienza del settore pubblico e industria privata.

Nella terza parte si sostiene che la scienza aperta è incompatibile con la proprietà intellettuale e con la pseudo-proprietà intellettuale. Per instaurare un sistema di scienza aperta esistono due strategie: la riforma della proprietà intellettuale e la rinuncia della proprietà intellettuale (in particolare, la rinuncia a brevettare) da parte della scienza del settore pubblico.

La presentazione si chiude con riferimenti bibliografici a testi in accesso aperto.

The lecture aims to establish a dialogue between lecturer and course participants on the intersection of intellectual property and Open Science. In particular, the focus of the discussion is on the problematic relationship between patents and Open Science.

The first part briefly describes some theoretical foundations of intellectual property and the expansion of law protecting exclusive rights. The expansion of protection has led intellectual property to be one of the main levers of concentration of private power (intellectual monopoly). Intellectual monopoly capitalism poses not only economic but political problems: in particular, the resilience of liberal democracies against the rise in the new authoritarian regimes.

The second part discusses in more detail the expansion of intellectual property and patents in the pharmaceutical and biotechnology fields as well as the rise of pseudo-intellectual property (anomalous forms of exclusivity that aim to control information and data). Intellectual property policies during and after the COVID-19 pandemic are also mentioned with special emphasis on the relationship between public sector science and private industry.

The third part argues that Open Science is incompatible with intellectual property and pseudo-intellectual property. To establish a system of Open Science, there are two strategies: intellectual property reform and the waiver of intellectual property (specifically, the renunciation of patenting) by public sector science.

The presentation closes with bibliographic references to open access texts.

Riferimenti

R. Caso, La società della mercificazione e della sorveglianza: dalla persona ai dati. Casi e problemi di diritto privato comparato. Seconda Edizione, Milano, Ledizioni, 2025, CAPITOLO 24, Brevetti per invenzione e proprietà intellettuale: biotecnologie e informazioni genetiche

R. Caso, Proprietà intellettuale e scienza aperta nelle politiche dell’Unione Europea su ricerca e innovazione. Quale ruolo per il settore pubblico e l’università?, Trento LawTech Research Paper, n. 60 (2024)

V. anche anche la lezione precedente:

30.05.2025, R. Caso, Open science ed open access: riviste predatorie, pre-print e open review, Competenze trasversali. L’Open Science il significato e le potenzialità nella ricerca, Auletta III piano, Dipartimento di Bioscienze, Biotecnologie ed Ambiente, Campus Universitario, disponibile su Zenodo: https://zenodo.org/records/15561312

La tutela civile e penale dei beni culturali

13.06.2025

13.06.2025, Roberto Caso, “Arte e mondo digitale. Problemi giuridici, opportunità e criticità. L’immagine del bene culturale e la digitalizzazione del patrimonio culturale. L’arte creata con l’impiego di tecnologie digitali o con l’intelligenza artificiale”, nell’ambito del corso, “La tutela civile e penale dei beni culturali“, Scuola Superiore della Magistratura, Napoli

Dati e monopoli agroalimentari

21.05.2025

Roberto Caso

Titolo: “Il controllo di dati e macchine nei monopoli agroalimentari“, La governance dei dati nell’agricoltura digitalizzata, Università di Torino, Cuneo, 21.05.2025

Abstract: “Nel settore agroalimentare la concentrazione di potere di mercato a monte del processo produttivo si è fortemente accentuata negli ultimi anni. Ad esempio, la fornitura di sementi e prodotti biochimici è nelle mani di pochi grandi agglomerati. I produttori agricoli, soprattutto le piccole e medie imprese, soffrono di disparità di potere contrattuale di fronte a tali giganti commerciali. La digitalizzazione della produzione agricola rischia di aggravare la disparità di potere contrattuale distorcendo il mercato. In questa prospettiva, è utile esplorare il ruolo della proprietà intellettuale e della pseudo-proprietà intellettuale (forme anomale di esclusiva che si basano su misure tecnologiche e contratti) nel controllo monopolistico delle macchine e dei dati dell’agricoltura 4.0. Se si vuole contrastare il potere dei monopoli dell’agricoltura 4.0, occorre riformare il diritto della proprietà intellettuale dell’Unione Europea”.

Progresso della conoscenza o profitto?

13.05.2025

Screenshot

Progresso della conoscenza o profitto? Il lato osuro del brevetto in ambito biomedico, Università di Trento – CIBIO -INCONTRI DI BIOETICA E BIODIRITTO -SPRING 2025

Riferimenti

R. Caso, Pandemia e vaccini. L’irrisolvibile antagonismo tra scienza aperta e proprietà intellettuale, versione 2.0, 23 maggio 2021,  Trento LawTech Research Paper series nr. 44, in Rivista critica del diritto privato, con il titolo Pandemia e vaccini: scienza aperta o proprietà intellettuale?, nr. 2/2021, 267-286

R. Caso, Proprietà intellettuale, AISA, Dizionario della scienza aperta, 26 agosto 2022

R. Caso, Una medicina senza mercato e senza brevetti, 2 febbraio 2022

R. Caso, Libertà di ricerca e profitto, 24 settembre 2023, pubblicato su L’Adige del 26 settembre 2023 con il titolo “Il ruolo della ricerca libera dal profitto

Roberto Caso, La società della mercificazione e della sorveglianza: dalla persona ai dati. Casi e problemi di diritto privato comparato. Seconda Edizione, Milano, Ledizioni, 2025, Capitolo 24

In the name of security

09.05.2025

Roberto Caso, In the name of security (against science): AI Act and emotion recognition, Fourth LawTech Consortium Meeting, UC Louvain, Bruxelles

Caso, R. (2025, maggio 10). In the name of security (against science): AI Act and emotion recognition. 4th LawTech Consortium Meeting, Brussels. Zenodo. https://doi.org/10.5281/zenodo.15378441

“The regulation of emotion recognition in the EU AI Act shows a dangerous reversal of the precautionary principle. Despite the premise in recital 44 – ‘there are serious concerns about the scientific basis of AI systems aiming to identify or infer emotions […]’ – emotion recognition is prohibited only in very delimited cases. This policy choice is one of many indicators of the gradual weakening, even in the European Union, of the pillars of a democratic society”.

Dal principio di precauzione al principio di preoccupazione

CNR, Firenze 11.04.2025

Roberto Caso, Dal principio di precauzione al principio di preoccupazione
Il riconoscimento emozionale nell’AI Act
, Intelligenza Artificiale, Dati Clinici e Dati Clinici aperti, CNR, Firenze, 11.04.2025

“Così muore la libertà. Tra scroscianti applausi in nome di una società più salda e sicura”

La disciplina del riconoscimento emozionale nell’AI Act dell’Unione Europea segnala un pericoloso ribaltamento del principio di precauzione. Nonostante la premessa contenuta nel considerando 44 – “sussistono serie preoccupazioni in merito alla base scientifica dei sistemi di IA volti a identificare o inferire emozioni” -, il riconosciemento emozionale è vietato solo in fattispecie molto delimitate. Tale scelta politica costituisce una delle tante spie del progressivo indeblimento, anche nell’Unione Eurpea, dei pilastri di una società democratica.

Le sfide e le prospettive dell’innovazione vegetale tra tecnologia e diritto

3-4 aprile 2025

03.04.2025, Le sfide e le prospettive dell’innovazione vegetale tra tecnologia e diritto, 3 Aprile 2025 – 4 Aprile 2025, Università di Trento e Fondazione Edmund Mach

Qui un’intervista al Prof. Matteo Ferrari: https://www.dimt.it/news/il-ruolo-della-tecnologia-e-della-regolazione-nellinnovazione-vegetale-dialogo-con-il-prof-matteo-ferrari/