13.02.2025
– 13.02.2026, Capitalismo dei monopoli digitali: sentieri di gloria?, Tavola rotonda nell’ambito del 50° anniversario dell’istituzione del liceo “Socrate”, Liceo Socrate, Auditoriumo della sede centrale, Via San Tommaso d’Aquino n. 4 – 70124 – Bari, ore 17.30
Capitalismo dei monopoli digitali: sentieri di gloria?
Prof. Roberto Caso (Università del Salento, Dipartimento di scienze giuridiche)
Abstract
Gli studi del liceo classico costituiscono una straordinaria palestra per allenare il pensiero critico. Chi parla ha frequentato il liceo Socrate di Bari durante gli anni ’80 vivendo una contraddizione che solo oggi appare chiara (e lacerante): da una parte, gli studi classici arricchivano lo strumentario dello spirito critico, dall’altra parte, la società neoliberale prendeva forma e spingeva verso l’individualismo e il disimpegno politico (era la generazione dell’edonismo reaganiano e dei paninari).
Uno dei doni degli studi classici di quegli anni fu lo stimolo a guardare la storia delle guerre in chiave interdisciplinare. Per comprendere le cause della guerra occorre guardare a diversi saperi: la filosofia (intesa anche nel senso di filosofia naturale, cioè di quel che oggi chiamiamo scienza), la letteratura, l’arte, l’economia, il diritto.
Facendo tesoro dell’allenamento all’esercizio del pensiero critico e della prospettiva interdisciplinare, si può oggi tentare di esplorare le connessioni che esistono tra pensiero neoliberale, capitalismo dei monopoli digitali e guerra.
Una letteratura ormai sterminata si interroga sulle cause della crisi delle democrazie liberali. Tra queste cause, figura l’incapacità o la mancanza della volontà di contrastare la concentrazione del potere privato e la contaminazione tra potere pubblico e privato (tema che concerne il conflitto di interessi). Negli ultimi 40 anni abbiamo assistito all’emersione del capitalismo dei monopoli (proprietà) intellettuali. In tutti i settori: agricolo, finanziario, farmaceutico e, soprattutto, digitale.
Siamo tornati a una situazione simile a quella che caratterizzò gli anni precedenti alla Seconda guerra mondiale durante i quali la concentrazione di potere di mercato servì da leva per gli apparati militari-industriali degli Stati totalitari, come la Germania nazista, che si preparavano a muovere guerra.
Oggi però chi muove guerra è un conglomerato di potere pubblico e privato che può far leva su un’arma di devastante potenza: la tecnologia digitale. Si pensi, per fare l’esempio più lampante, alla sorveglianza di massa operata dalle Big Tech.
Nel nuovo quadro geopolitico, l’Europa e l’Unione Europea possono e vogliono provare a difendere la democrazia liberale? A giudicare dalla politica del diritto concernente i monopoli digitali, la risposta è tristemente NO.
























