La notte dei morti viventi

Roberto Caso

27.11.2026, Roberto Caso (Università del Salento), La notte dei morti viventi: Bayh-Dole Act, brevetti universitari e altri zombie giuridici, “Regolare l’innovazione: diritto, scienza e tecnologia – Regulating Innovation: Law, Science, and Technology”, Università di Trento – Facoltà di Giurisprudenza

Abstract

Il Bayh-Dole Act del 1980 è la legge americana che ha reso sistemica la possibilità da parte dei soggetti finanziati con fondi pubblici – innanzitutto, le università – di brevettare i risultati della ricerca scientifica. Ad esempio, i National Institutes of Health (NIH) finanziano una ricerca medica presso l’Harvard University. Quest’ultima può brevettare i risultati dello studio e decidere delle sorti del brevetto, cedendolo o dandolo in licenza a terzi o mettendolo a disposizione di un’impresa di derivazione accademica (spin-off o start-up). La legge ha rappresentato un modello neoliberale imitato da innumerevoli Paesi compresa l’Italia. Questo intervento intende formulare alcuni argomenti a favore di una tesi: il Bayh-Dole Act e i suoi meccanismi giuridici sono zombie (morti che camminano) giuridici. L’idea del trasferimento tecnologico mediante proprietà intellettuale come motore di un’innovazione tecnologica che prospera in un mercato concorrenziale globale corrisponde solo a una narrazione propagandistica. La realtà parla invece di meccanismi giuridici in cui potere pubblico (ora sempre più autoritario, bellicista, guerrafondaio) e potere privato (monopoli intellettuali) si intersecano e si mescolano per (provare a) conquistare la supremazia tecnologica di un Paese e delle sue Big Tech. Fin quando l’ordine occidentale (americano?) della globalizzazione ha retto, il modello giuridico del Bayh-Dole Act ha potuto godere del fascino cucitogli addosso dal racconto che ne esaltava le magnifiche sorti e progressive. Oggi, che l’ordine occidentale della globalizzazione si sta sgretolando sotto i colpi dell’amministrazione Trump e di altre aspirazioni imperialistiche, i brevetti universitari e gli altri meccanismi del Bayh-Dole Act sono attaccati, persino nella loro patria e da fronti politicamente opposti. Nonostante le molteplici critiche, i brevetti accademici e i loro sodali (spin-off e start-up accademici) non sono estinti. Si muovono aggressivamente per il mondo, divorando la scienza (libera) aperta e i beni comuni della conoscenza, accrescendo le disuguaglianze e rallentando l’innovazione, per compiacere gli interessi dell’economia di guerra: delle guerre commerciali e della “terza guerra mondiale a pezzi”, fatta di ferro e sangue.

Riferimenti

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V. anche

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