14.03.2026

30 settembre 2025. “[…] Io non ho nient’altro che il mio senso del dovere. Insieme, noi, il popolo degli Stati Uniti – tu ed io – abbiamo la nostra magnifica Costituzione. Qui di seguito si può leggere come funziona [la Costituzione] in questo specifico caso”.
Un giudice federale americano, chiamato a pronunciarsi sulla libertà di parola in un caso riguardante le azioni repressive dell’amministrazione Trump, così risponde a una cartolina contenente minacce nei suoi confronti.
La cartolina e la sua risposta sono riprodotte dallo stesso giudice in cima alla decisione.
Più in dettaglio, nella decisione del 30 settembre 2025 la Corte federale del distretto del Massachusetts nella persona del giudice William G. Young, nominato dal presidente Reagan, ha stabilito che l’amministrazione Trump ha violato il principio della libertà di parola fissato nel primo emendamento alla Costituzione americana. La decisione afferma che la libertà di parola protegge tutti: cittadini americani e non. La decisione ha determinato l’illegittimità di una serie di azioni intraprese dall’amministrazione Trump contro cittadini non americani in riferimento alle proteste pro-Palestina avvenute in diverse università americane.
Riferimenti
UNITED STATES DISTRICT COURT DISTRICT OF MASSACHUSETTS, Young D.J., American Association of University Professors v. Marco Rubio, 30.09.2025
AAUP v. Rubio (District Court, MA, 2025), Free Speech Center, 06.10.2025
A. Sarat, Every American should read this judge’s stirring rebuke against Trump, The Guardian, 04.10.2025
American Association of University Professors (AAUP) v. Rubio, Columbia Global Freedom of Expression
In Landmark Ruling, Federal Court Says Trump Administration Violated First Amendment By Arresting, Attempting to Deport Foreign Citizens for Pro-Palestinian Advocacy, Knight First Amendment Institute, 30.09.2025
