13.09.2025

L’assalto dell’amministrazione Trump all’autonomia univertaria e alla libertà scientifica ha radici profonde, una di queste sta nelle iniziative portate avanti da anni dall’attivista di estrema destra Charlie Kirk assassinato il 10 settembre. Le iniziative di Kirk hano contribuito insieme a molti altri fattori a trasformare le scuole e le università in campi di battaglia (non solo in senso metaforico). In questo articolo del Guardian si ripercorrono alcune tappe dell’opera di Kirk. Tra queste merita attenzione la creazione nel 2016 di una Professor Watchlist, una lista nera di docenti universitari rei – a dire della stessa lista – di discriminare gli studenti conservatori e di propagandare idee di sinistra. La lista – ancora operativa – ha efficacemente funzionato come fomentatore di odio. Lo raccontano le testimonianze di alcuni professori finiti nella stessa lista.
La storia si ripete. L’Italia potrebbe ricordarsi, ad esempio, delle intimidazioni subite dai professori universitari invisi al fascismo. Penso, ad esempio, alle minacce di cui fu fatto oggetto, durante le sue lezioni universitarie, lo storico Gaetano Salvemini. Lo racconta in un bel libro Giorgio Boatti. Il libro si intitola “Preferirei di no. Le storie dei dodici professori che si opposero a Mussolini“.
Riferimenti:
A. Speri, How Charlie Kirk turned campuses into cultural battlefields – and ushered in Trump’s assault on universities, The Guardian, 13.09.2025
R. Caso, Trump e la scienza di Stato – Parte II, 19.08.2025
