Why dying for a patent? Compulsory licenses, contract transparency, public health

AISA statement,  4 February 2021

Why dying for a patent? Compulsory licenses, contract transparency, public health

Posted on , updated on  by Maria Chiara Pievatolo

To tackle the Covid-19 pandemic, we need Open Science more than ever. Humanity can only hope to quickly overcome the crisis it is facing by sharing worldwide the knowledge and technologies needed to produce vaccines, drugs and medical devices.

Many voices have been raised against the unfair grabbing of vaccines and drugs by rich countries to the detriment of the poor ones. Others have pointed out that pharmaceutical companies are able to dictate the time and mode of vaccination campaigns even in the wealthy West where they have their headquarters. Their power is even more surprising if we take into account that they enjoy direct funding from governments and benefit from the results of basic research supported by public money.

The TRIPS agreement (Trade Related Intellectual Property Rights, art. 31 bis) entitles states, in emergency situations, to enforce compulsory licenses on private patent holders so that other companies can produce generic versions of the patented drugs and vaccines, not without paying them a royalty.
We need, at least, two urgent legislative actions:

  1. in Italy, a regulatory provision on compulsory licensing in the field of public health protection should be included in the legislative decree, February 10, 2005 n. 30 (industrial property code);
  2. in the European Union, legislation should be introduced to require the disclosure and transparency of contracts signed by the European Union and its Member States for the supply of vaccines.

AISA urges the lawmakers to fill these critical gaps, which are all the more inexplicable as they concern measures compatible with and contemplated by the current international system of intellectual property.

Morire per un brevetto?

Alissa Eckert, MS; Dan Higgins, MAM, Public domain, via Wikimedia Commons

Comunicato dell’Associazione Italiana per la promozione della Scienza Aperta (AISA), 3 febbraio 2021

Morire per un brevetto? Licenze obbligatorie e trasparenza contrattuale in materia di salute pubblica

Per contrastare la pandemia da Covid-19 c’è bisogno di scienza aperta. Solo la condivisione mondiale delle conoscenze e delle tecnologie utili a produrre vaccini, farmaci e dispositivi medici può dare la speranza di uscire in tempi brevi dalla crisi che l’umanità sta affrontando.

Molte voci si sono levate contro l’ingiustizia che vede i paesi ricchi accaparrarsi le risorse per vaccini e cure. Altri hanno messo in evidenza che le case farmaceutiche sono in grado di dettare tempi e modi delle campagne di vaccinazioni anche nel ricco Occidente dove hanno le proprie sedi principali. Il loro potere è tanto più sorprendente se si considera che godono di finanziamenti diretti da parte degli stati e traggono profitto dalle conoscenze della ricerca di base sostenuta da fondi pubblici.

L’accordo TRIPS (Trade Related Intellectual Property Rights, art. 31 bis) autorizza gli stati, in situazioni di emergenza, a imporre licenze obbligatorie ai privati detentori di brevetti così che altre aziende possano produrre, non senza pagar loro un compenso, versioni generiche di farmaci e vaccini da loro controllati.

Tra gli interventi legislativi più urgenti da mettere in campo figurano:

  1. a livello italiano, l’inserimento nel decreto legislativo, 10 febbraio 2005 n. 30 (codice della proprietà industriale) di una disposizione normativa sulle licenze obbligatorie nella materia della tutela della salute pubblica;
  2. a livello europeo una normativa che imponga la pubblicità e la trasparenza dei contratti stipulati dall’Unione Europea e dagli Stati membri per la fornitura dei vaccini.

L’AISA chiede con forza al legislatore di intervenire per colmare queste lacune gravi e tanto più incomprensibili in quanto relative a misure compatibili e previste dall’attuale regime internazionale della proprietà intellettuale.

I saperi del dottorando e la comunicazione della scienza 2020-2021

Lezione 1 – Il diritto d’autore accademico

Slide:

Lezione 1

Letture:

R. Caso, Il diritto d’autore accademico nel tempo dei numeri e delle metriche (cap. 4, pp. 127-141), in R. Caso, La rivoluzione incompiuta. La scienza aperta tra diritto d’autore e proprietà intellettuale, Milano, Ledizioni, 2020

R. Caso, Il diritto d’autore e la mercificazione della scienza (cap. 23, preprint), in R. Caso, La società della mercificazione e della sorveglianza: dalla persona ai dati. Casi e problemi di diritto civile, Milano, Ledizioni, 2021 (in corso di pubblicazione)

L. 22 aprile 1941, n. 633, Protezione del diritto d’autore e di altri diritti connessi al suo esercizio

Esercizi (leggere le clausole contrattuali ed evidenziare le parti maggiormente rilevanti):

Esempi di copyright transfer agreement (contratti di cessione del diritto d’autore)

Approfondimenti:

AISA, Diritto di ripubblicazione in ambito scientifico

DDL 1146, Modifiche all’articolo 4 del decreto-legge 8 agosto 2013, n. 91, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 ottobre 2013, n. 112, nonché introduzione dell’articolo 42-bis della legge 22 aprile 1941, n. 633, in materia di accesso aperto all’informazione scientifica

SPARC, Author Rights: Using the SPARC Author Addendum

PlanS, Rights Retention Strategy

R.D. Bourdon, S. Rouah, Access to scientific works: exclusive rights and free science, in RIDA, 2019

Lezione 2 – La scienza aperta e l’Open Access alle pubblicazioni scientifiche

Slide:

Lezione 2

Letture:

R. Caso, La scienza tra apertura e mercificazione (cap. 1, pp. 23-45), in in R. Caso, La rivoluzione incompiuta. La scienza aperta tra diritto d’autore e proprietà intellettuale, Milano, Ledizioni, 2020

R. Caso, La scienza non sarà più la stessa. Più condivisione, cooperazione e solidarietà dopo il Covid-19?, 25 marzo 2020

Approfondimenti:

L. Lessig, Cultura libera, 2005, 154 ss.

P. Suber, Open Access, MIT Press, 2012

M.C. Pievatolo, Open access/accesso aperto. Le parole dell’innovazione, in Archivio Marini, 2012

M.C. Pievatolo, Se l’università può essere liberale, in Bollettino Telematico di Filosofia Politica, 25 giugno 2020

B. Brembs et al., Plan I – Towards a sustainable research
information infrastructure
, January 21, 2021, in Zenodo.org

Le licenze Creative Commons

R. Caso, La dottrina giuridica italiana in Open Access – Una sitografia in costruzione

Pagare per leggere o pagare per scrivere: un dilemma insuperabile?

L’Università del Piemonte Orientale e AISA hanno organizzato una teleconferenza dal titolo Pagare per leggere o pagare per scrivere: un dilemma insuperabile? Editoria scientifica e Open Access. Il programma dettagliato dei lavori, nel corso dei quali si è discusso anche di  Plan S, dei cosiddetti accordi trasformativi e del diritto di ripubblicazione in Open Access è visibile qui.

L’incontro ha avuto luogo nella mattinata del 4 dicembre 2020.

La registrazione della conferenza è disponibile qui e qui.

Della conferenza si è discusso sulla mailing list AISA CIRCULI.

Alcune domande sono disponibili qui.

Le presentazioni sono disponibili qui: Pievatolo, Ruffo, Bianco, Caso e qui.

La delibera dell’Università di Milano sui contratti trasformativi del 21 luglio 2020 citata durante la conferenza è disponibile qui.

Il comunicato dell’AISA sui contratti trasformativi del 13 luglio 2020 è disponibile qui.

Il diritto (morale) di liberare i testi

La traccia della relazione che ho tenuto alla conferenza “Pagare per leggere o pagare per scrivere: un dilemma insuperabile?” (Università del Piemonte Orientale, AISA), 4 dicembre 2020, è disponibile qui e qui.

La registrazione della conferenza è disponibile qui.

Il diritto umano alla scienza aperta

27 settembre 2020. Pubblicato il nr. 41 dei Trento LawTech Research Paper: “Il diritto umano alla scienza aperta” di Federico Binda e Roberto Caso

Il paper si può scaricare in Open Access su Zenodo.

Qui di seguito l’abstract:

“Il nesso tra diritto umano alla scienza e Open Science (scienza aperta) è stato indagato nella letteratura e recentemente formalizzato nel Commento generale nr. 25 (2020) del Comitato dei diritti economici, sociali e culturali del Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite all’art. 15 (1) (b) del Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali. Questo breve scritto è dedicato a evidenziare alcuni aspetti di tale nesso con particolare riferimento al ruolo che ‘il diritto umano alla scienza aperta’ può svolgere in tempi di pandemia”.

Open Science all’Università di Milano: adempimento o etica della scienza?

8 settembre 2020. Sul Bollettino Telematico di Filosofia Politica Paola Galimberti, illustrando la strategia per l’Open Science dell’Università Statale di Milano, si chiede se sarà possibile superare la logica burocratica dell’adempimento per una pubblicità che dovrebbe essere intrinseca alla scienza stessa:

https://btfp.sp.unipi.it/it/gli-articoli/